Poco personale, Comuni a rischio chiusura

1 Marzo 2019

Allarme di Frullo (Confsal): «Gravi problemi negli enti più piccoli causati dai pensionamenti»

L’AQUILA. «I comuni abruzzesi, soprattutto quelli di piccole dimensioni, rischiano la chiusura per carenza di personale». A lanciare l’allarme è il segretario generale Confsal Fabio Frullo che parla di «situazione drammatica», destinata ad aggravarsi con l’applicazione della misura Quota 100 per i pensionamenti: attualmente quasi tutti i comuni della regione e della provincia dell’Aquila scontano una quotazione organica mediamente inferiore del 40% rispetto al parametro fissato dal decreto ministeriale sul rapporto fra dipendenti e popolazione. Secondo le stime, nel 2019 andrà in pensione un ulteriore 10%. Quella che si profila, per Frullo, è una paralisi delle attività, che avrà ripercussioni inevitabili sull’erogazione dei servizi alla cittadinanza. «In molti enti», spiega, «sono addirittura i sindaci o gli assessori che, invece di occuparsi della programmazione, sono costretti ad aprire il palazzo municipale o a svolgere ruoli tecnici, pur di poter far funzionare una macchina fortemente debilitata dalle politiche di riduzione di personale di questi ultimi anni. In molti comuni mancano quasi totalmente i tecnici e questo comporta il rallentamento delle pratiche, mentre in altri non ci sono amministrativi e gli operai sono carenti dappertutto». Un esempio eclatante arriva da Montereale, comune dell’Alta Valle dell’Aterno che è stato costretto a «chiedere in prestito» al comune dell’Aquila un ingegnere per mandare avanti i compiti istituzionali. «Entro breve tempo», sottolinea Frullo, «molti comuni collasseranno e a pagarne le conseguenze saranno prevalentemente i cittadini, in quanto non avranno più i servizi richiesti. Il governo si è posto il problema e con il “decreto concretezza” si sono accelerate le procedure di assunzione negli enti grazie allo sblocco del turnover al 100%, in modo da favorire anche il cambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni. C’è da dire, però, che il turnover al 100%, ossia la possibilità per i singoli enti di assumere nuovo personale nel limite di spesa pari al 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente, non risolve il problema relativo agli organici degli enti, né permette un’efficiente riorganizzazione della macchina amministrativa». Il problema principale per tanti comuni dell’Abruzzo, dalle zone interne fino alla costa, è la carenza cronica di personale accumulata negli anni a causa del blocco per le nuove assunzioni. Un comune di 20mila abitanti ha in servizio, in media, circa 88 unità a fronte delle 126 previste dal decreto ministeriale. «La problematica», conclude Frullo, «deve essere risolata con due interventi: la deroga al turnover al 100% per quei comuni che si trovano in una situazione di grave carenza di organico e la stabilizzazione del personale precario (legge Madia) che in tantissimi casi, grazie all’esperienza maturata negli anni, già svolge mansioni spettanti al personale di ruolo».
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