Poggio Picenze avrà il suo primo Piano regolatore

Uno dei principali obiettivi è la riqualificazione dell’abitato Il rilancio dalla micro-ricettività e dalle cave di pietra locale
POGGIO PICENZE. Mancano ancora alcuni passaggi burocratici per il via libera definitivo, ma si può già dire che il Comune di Poggio Picenze avrà presto il suo primo Piano regolatore (in precedenza c’era solo il piano di fabbricazione).
Lo strumento urbanistico è stato adottato dal consiglio comunale e ora è nella fase delle osservazioni.
«Dopo anni siamo riusciti, nel mio primo mandato, ad adottare il Prg e oggi ci accingiamo, dopo la fase delle osservazioni, a mettere in essere tutte le procedure per l’approvazione definitiva. Uno strumento indispensabile e attuale per un Comune come il nostro vista anche la vicinanza con la città dell’Aquila», ha detto il sindaco Antonello Gialloreto, recentemente rieletto alla carica di primo cittadino. Dalla relazione, che illustra lo strumento urbanistico, si evince la volontà di programmare il futuro del paese in un equilibrio fra il recupero del centro storico fortemente danneggiato dal sisma del 2009 (recupero in corso ma che prevede tempi non brevissimi per essere completati), la tutela e valorizzazione del paesaggio (con attenzione anche alle storiche cave di pietra) e una limitata espansione urbanistica riferita sia a nuove abitazioni che ad attività produttive o ricettive.
DIMENSIONAMENTO. «Il tema prioritario e qualificante dello strumento di pianificazione comunale è il dimensionamento, ossia la ricerca di un rapporto equilibrato tra crescita effettiva della popolazione e possibilità edificatorie», si legge nella relazione. «Il dimensionamento si lega direttamente a un altro obiettivo della pianificazione urbanistica comunale, ovvero al contenimento dell’espansione, cioè ridurre fino ad azzerare il consumo di suolo, obiettivo connesso al tema del recupero dei nuclei storici, delle aree dismesse e degradate e, più in generale, delle aree già edificate e dotate di opere di urbanizzazione».
CENTRO STORICO. «La conservazione e soprattutto la riqualificazione del centro storico, gravemente danneggiato dal sisma dell’aprile del 2009, rappresenta uno dei principali obiettivi del Prg», continua la relazione. «Si punta alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione dei tratti distintivi originari dell’antico abitato, ovvero dei caratteri urbanistici, edilizi e tipologici di pregio, al recupero e alla rifunzionalizzazione degli edifici, al miglioramento della qualità degli spazi pubblici, all’integrazione urbanistica e funzionale del tessuto insediativo e quindi al miglioramento della qualità urbanistica, edilizia e funzionale. L’edificazione ex novo, integrativa della residenza, potrà comprendere destinazioni commerciali, pubblici esercizi, piccolo artigianato compatibile dal punto di vista ambientale, uffici e servizi pubblici e privati, studi professionali e di rappresentanza, locali per associazioni politiche, sindacali, culturali, assistenziali e religiose, attività culturali, sociali, espositive, ricettive e ricreative, e in genere tutte le attività necessarie o complementari alla residenza».
LE CAVE DI PIETRA. «La riscoperta di attività artigianali legate all’uso dei materiali locali, come la pietra bianca, potrebbero innescare attività produttive che generano ulteriore indotto, anche attraverso la costituzione di un marchio della stessa pietra bianca, favorendo così anche la creazione di un Parco culturale delle cave di pietra bianca di Poggio Picenze per poter attrarre diversi tipi di turismo», si legge ancora nell’atto comunale. «Infatti, dal momento che il Comune di Poggio Picenze si pone quale luogo di interconnessione tra due Parchi, Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga posto a Nord e Parco regionale Velino-Sirente posto a Sud – e che quindi dovrà intercettare un sistema turistico quasi totalmente montano – ci dovrà essere la presenza di significative attrattività che saranno adeguatamente sorrette da strutture finalizzate al turismo. In tale ottica anche il centro storico viene a far parte di questo processo evolutivo, in quanto con le sue diverse peculiarità, attraverso il suo mantenimento e il suo restauro, contribuisce ad arricchire l’offerta al turismo e l’incentivazione alla micro-ricettività diffusa e rappresenta una promozione alle attività di tipo commerciale ed artigianale che risulterebbero così potenziate, offrendo, quindi, un’ulteriore convenienza a nuove installazioni che andrebbero ad occupare aree artigianali spesso sottoutilizzate».
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