Ponte Belvedere, si inizia: demolizione e vie chiuse

Parte lo smontaggio della campata, il traffico sarà deviato fino al 31 ottobre
L’AQUILA . Da simbolo del degrado a nuova immagine da cartolina della città. La trasformazione di ponte Belvedere, attesa da anni e più volte evocata come uno degli interventi strategici programmati dall’amministrazione comunale ormai in chiusura del proprio mandato, entra nel vivo. Oggi, infatti, sarà consegnato ufficialmente alle ditte appaltatrici il cantiere per lo smontaggio, previo sgombero della sottostante palazzina al civico 29 di via Fontesecco, della campata da sostituire con una struttura più sicura e moderna. L’opera, che secondo il cronoprogramma dovrebbe essere completata entro il 2022, assumerà così anche la valenza simbolica di “ponte” tra l’attuale amministrazione e quella che s’insedierà dopo le comunali della prossima primavera.
LAVORI DA 5,2 MILIONI
Smontaggio e ricostruzione della struttura sono stati affidati all’associazione temporanea di imprese Edimo-Todima. Il nuovo ponte Belvedere sarà così “strallato” ed è destinato a caratterizzarsi come «forte segno distintivo della città» e una vera e propria piattaforma che si affaccia sul centro storico. L’importo del progetto è di circa 5,2 milioni di euro, di cui 200mila euro per la sola demolizione. «La città ha vinto un’altra sfida», evidenziano il sindaco Pierluigi Biondi e il suo vice Raffaele Daniele, che gestisce la delega alla ricostruzione pubblica. «Nel giro di otto mesi, se non emergeranno situazioni al momento imprevedibili, saranno finalmente ricucite due ampie aree del centro dell’Aquila, attraverso una struttura moderna e all’avanguardia. Il tutto nella massima sicurezza, anche per il futuro. Siamo in presenza di una delle grandi opere che avevamo promesso agli aquilani e abbiamo mantenuto l’impegno».
MODIFICHE ALLA VIABILITà
Contestualmente, a partire da oggi e fino al 31 ottobre, via Fontesecco – tratto compreso tra via XX Settembre e via degli Ortolani – resterà chiusa al traffico. Sarà ristretta la carreggiata di via Persichetti, nella parte in prossimità del ponte Belvedere, con istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata. Nell’ordinanza che introduce le modifiche alla viabilità è prevista, per i soli mezzi dei cantieri della ricostruzione post-sisma, la possibilità di raggiungere la zona di via Sallustio percorrendo viale Duca degli Abruzzi, via Roma, via Bafile, piazza Santa Margherita e via Camponeschi. Dalle 6 di oggi alla mezzanotte del 31 ottobre sarà inoltre vietata la sosta in via Buccio di Ranallo. Nel provvedimento sono indicati anche percorsi alternativi per raggiungere la zona di via Sallustio per il traffico veicolare ordinario. In particolare, sarà possibile percorrere corso Federico II, piazza Duomo e via Marrelli, oppure viale Giovanni XXIII, via Fonte Preturo, via delle Carceri, piazza Angioina e via Angioina, imboccando da qui via Sallustio. In uscita, invece, da via Sallustio si potrà passare per via Patini verso piazza Duomo, oppure per via Marrelli, piazza Palazzo, corso Principe Umberto e via San Bernardino, oppure per via Buccio di Ranallo, via Fonte Preturo e viale Giovanni XXIII.
TRASLOCHI già avviati
Con un’altra ordinanza il Comune ha disposto lo sgombero temporaneo di 40 appartamenti del palazzo al civico 29 di via Fontesecco, collocato proprio al di sotto di ponte Belvedere. «Si tratta di ovvie ragioni di sicurezza», tengono a precisare Biondi e Daniele. «L’ordinanza decorre da oggi, ma le famiglie interessate sono già state tutte sistemate in alloggi del Progetto Case o in strutture ricettive». Potranno rientrare nel giro di 10-15 giorni, quando sarà concluso lo smontaggio della campata che sovrasta l’edificio e comunque non appena saranno ristabilite le condizioni di sicurezza. «A richiesta, però», precisano il sindaco e il vice, «tenendo conto degli inevitabili disagi che comporta un cantiere di quelle proporzioni, gli appartamenti del Progetto Case saranno disponibili per le famiglie che vorranno soggiornare fuori delle loro abitazioni fino al termine dei lavori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

