Porta Bazzano tra transenne divelte e rifiuti

12 Febbraio 2022

L’architetto Di Benedetto denuncia il degrado in cui versa l’area: ci si preoccupa solo dell’asse centrale

L’AQUILA. «Transenne divelte, erbacce e rifiuti in uno dei luoghi architettonicamente ed urbanisticamente più belli e rappresentativi della nostra città». L’architetto Ugo Di Benedetto torna a denunciare, a distanza di due anni dall’ultima sua lettera aperta, lo stato di degrado in cui versa l’area di Porta Bazzano. «Oggi», scrive l’architetto, «la situazione risulta peggiorata, con ulteriori buche, recinzioni e cartelli provvisori spesso disseminati in mezzo alla strada, o, nel migliore dei casi, sistemati sul marciapiede da qualche volenteroso residente. Sembra che il solo asse centrale e i suoi dintorni siano simbolo di rinascita della città. Basta spostarsi poche decine di metri dal corso per vedere i segni del degrado. Qualcuno dirà», continua la nota di Di Benedetto, «che è il sacrificio da pagare alla realizzazione di un’opera, il tunnel dei sottoservizi, che rappresenta, a loro dire, la panacea funzionale, igienica ed economica della città. Ma, a parte ,la situazione completa di stallo in cui si trova, mi chiedo se sia possibile che in attesa del suo completamento ci debba essere la totale paralisi di qualsivoglia manutenzione ordinaria e straordinaria». L'architetto continua raccontando le tante problematiche emerse tra porta Bazzano e via Strinella. «L’altra mattina, uscendo, ho trovato però operai, transenne e altri cartelli. Ho chiesto informazioni e mi è stato risposto che stanno mettendo la fibra ottica. La città si fa “smart”, ma è sicuro che quando ciò avverrà non ci saranno interferenze con le altre reti?». Ma intanto c’è chi si dice soddisfatto proprio per gli allacci della fibra. «Mi hanno chiamato», ha raccontato Pietro Pastorelli, «per dirmi che l’allaccio della fibra a via delle Grazie arriverà a breve». Gli operai impegnati in questi lavori affermano di «aver fatto il possibile per ridurre al minimo i disagi. Abbiamo tenuto la strada aperta e chiuso gli scavi già in serata». (r.p.)
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