Prata avrà un Comune nuovo

Il sindaco: la vecchia sede verrà demolita
PRATA D'ANSIDONIA. Museo archeologico e corso per il recupero e il restauro dei beni archeologici. Nel paese dov'è di casa il presidente emerito del Senato Franco Marini il sindaco rilancia due vecchi pallini. Tra gli edifici da demolire c'è anche quello del Comune. Verrà abbattuto e ricostruito nello stesso posto, così gli uffici potranno spostarsi dall'ex bocciodromo dove sono stati sistemati dopo il terremoto. Ci sarà spazio anche per ambulatorio e biblioteca.
«Ristrutturare la vecchia sede costa più che demolire», spiega il sindaco Francesco Di Marco. «Serve una sede più funzionale. Il problema delle sedi comunali danneggiate era stato da me sollevato in un incontro alla presenza del ministro Maroni. Le cose si stanno mettendo bene: a ogni Comune che ne ha necessità verrà finanziata la ricostruzione della sede comunale». Spostare servizi in luoghi ristrutturati è uno degli impegni dell'amministrazione. La farmacia, sistemata in una casetta di legno, sta per essere trasferita in un immobile riparato. Sono 49 i moduli abitativi provvisori occupati a Prata.
Entro l'anno il sindaco conta di avviare alcuni progetti importanti. «Le riparazioni per le case A, B e C sono in svolgimento. Per i piani di ricostruzione pensiamo di coinvolgere un'équipe più che un singolo soggetto. A giugno inaugureremo, nell'ex asilo, la pinacoteca Sabatino Tarquini. Poi sarà la volta dei lavori al museo archeologico per raccogliere i reperti ritrovati nel sito di Peltuinum. Puntiamo anche sul borgo fortificato di Castel Camponeschi affidato, con bando, a un pool di imprese che lo gestirà per 35 anni. Prima di Pasqua contiamo di aprire la Scuola di arti e mestieri. La ricostruzione è lenta ma ci stiamo dando da fare».
Il controcanto su Prata è affidato a Luisa Chelli, Map 14. «Sono passati due anni dal sisma e non si è mosso niente. I problemi sono innumerevoli. Si va dall'autonoma sistemazione che non viene pagata alle condizioni in cui è stato lasciato il paese, in un degrado indescrivibile. Non sono stati ancora affrontati i discorsi sugli aggregati. Per non parlare dei Map, dove ci sono problemi di accesso. Di tutto questo il sindaco non s'interessa». (e.n.)
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«Ristrutturare la vecchia sede costa più che demolire», spiega il sindaco Francesco Di Marco. «Serve una sede più funzionale. Il problema delle sedi comunali danneggiate era stato da me sollevato in un incontro alla presenza del ministro Maroni. Le cose si stanno mettendo bene: a ogni Comune che ne ha necessità verrà finanziata la ricostruzione della sede comunale». Spostare servizi in luoghi ristrutturati è uno degli impegni dell'amministrazione. La farmacia, sistemata in una casetta di legno, sta per essere trasferita in un immobile riparato. Sono 49 i moduli abitativi provvisori occupati a Prata.
Entro l'anno il sindaco conta di avviare alcuni progetti importanti. «Le riparazioni per le case A, B e C sono in svolgimento. Per i piani di ricostruzione pensiamo di coinvolgere un'équipe più che un singolo soggetto. A giugno inaugureremo, nell'ex asilo, la pinacoteca Sabatino Tarquini. Poi sarà la volta dei lavori al museo archeologico per raccogliere i reperti ritrovati nel sito di Peltuinum. Puntiamo anche sul borgo fortificato di Castel Camponeschi affidato, con bando, a un pool di imprese che lo gestirà per 35 anni. Prima di Pasqua contiamo di aprire la Scuola di arti e mestieri. La ricostruzione è lenta ma ci stiamo dando da fare».
Il controcanto su Prata è affidato a Luisa Chelli, Map 14. «Sono passati due anni dal sisma e non si è mosso niente. I problemi sono innumerevoli. Si va dall'autonoma sistemazione che non viene pagata alle condizioni in cui è stato lasciato il paese, in un degrado indescrivibile. Non sono stati ancora affrontati i discorsi sugli aggregati. Per non parlare dei Map, dove ci sono problemi di accesso. Di tutto questo il sindaco non s'interessa». (e.n.)
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