Pratiche lumaca nei paesi del cratere «Manca personale»

17 Febbraio 2016

Grossi problemi nell’area omogenea con Barisciano capofila Centinaia i cantieri che da mesi attendono di poter partire

BARISCIANO. Le case da ricostruire nei centri storici sono ancora tutte lì, le pratiche da esaminare lievitano di giorno in giorno, ma il personale a disposizione resta sempre lo stesso. Accade nei comuni della cosiddetta Area omogenea 8, che afferiscono all’Ufficio territoriale per la ricostruzione di Barisciano, dove lavorano in tutto 15 persone, tra i quali 12 tecnici costretti a spostarsi su un territorio vastissimo. Dell’area omogenea, infatti, fanno parte Barisciano, Acciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Ocre, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi, Villa Sant’Angelo. Con questi numeri, la struttura riesce a esaminare non più di due pratiche al mese per ciascuno degli undici Comuni dell’ambito. Capita, così, che i cittadini si lamentino dei tempi dilatati con i quali gli elaborati progettuali vengono controllati e ammessi a finanziamento. Solo nel Comune di San Demetrio, per fare un esempio, sono stati costituiti 180 aggregati, dei quali 90 si riferiscono ad abitazioni principali. Di questi, soltanto una parte ha già presentato le schede e le altre stanno per essere prodotte. L’Utr di Barisciano, a oggi, ha in carico 150 fascicoli provenienti da tutti gli undici Comuni del territorio di riferimento, ma presto se ne aggiungeranno di nuovi. «Andando avanti nel tempo», spiega l’ingegner Luciano Rossi, responsabile dell’ufficio, «il carico di lavoro è aumentato. Solo lo scorso anno abbiamo ammesso a finanziamento pratiche per 91 milioni. Nel 2014 i progetti approvati sfioravano gli 82 milioni, per un totale di 200 cantieri avviati». Una volta dato il via libera, tuttavia, il lavoro dell’ufficio non può considerarsi concluso. Da fare ci sono ancora i sopralluoghi per controllare lo stato di avanzamento dei lavori, attività alla quale si aggiunge la verifica degli esiti di agibilità mancanti, quelli che non sono stati svolti dalla protezione civile. Come spiega il sindaco di Barisciano, Francesco Di Paolo, coordinatore dei sindaci del cratere insieme a Sandro Ciacchi, «la ricostruzione privata sta decollando, ed è per questo che le pratiche sono tante». Tra due mesi i 150 fascicoli in attesa potrebbero aumentare proprio in virtù di questo fenomeno. «Barisciano», aggiunge il sindaco Di Paolo, «conta 90 aggregati e finora sono stati autorizzati i lavori per una ventina di questi. Entro il 2017 contiamo di far partire tutti i cantieri. Nel 2019 dovremmo aver concluso i lavori». A patto, naturalmente, che si riesca a risolvere il problema del personale. «La soluzione», aggiunge Di Paolo, «potrebbe essere quella di chiedere aiuto ad altri Utr, quelli che magari hanno meno pratiche da esaminare». E cosa ne sarà dei Map, una volta che gli abitanti di Barisciano saranno tornati nelle rispettive case? «Non so», conclude. «Ne abbiamo 160 e siamo già intervenuti per ristrutturarli, spendendo centomila euro. Non so se alla collettività convenga investire fondi per mantenerli, smantellarli, o aspettare che giungano al loro naturale deterioramento. Adesso non me la sento di esprimermi in un senso o nell’altro. Magari una parte si potrebbe mantenere. La nostra priorità, oggi, è però quella di svuotarli. Tutto questo noi lo realizzeremo grazie al lavoro di questi ragazzi dell’Utr, che si sono dimostrati all’altezza del loro compito».

Angela Baglioni

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