Precari, la protesta dei piccoli centri
Il coordinatore Nusca critica gli emendamenti: «Irrisolto il problema della proroga dei contratti»
L’AQUILA. «Irrisolto il problema dei contratti a tempo determinato per i giovani tecnici laureati che lavorano alla ricostruzione dei piccoli Comuni».
Il grido di dolore è del coordinatore dei sindaci Emilio Nusca. «La commissione Bilancio del Senato ha approvato gli emendamenti all’articolo 11 del decreto Enti locali. Gli emendamenti presentati sono il risultato di molte riunioni effettuate su iniziativa del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. Un grande lavoro, a cui i sindaci del territorio hanno dato il contributo proponendo i necessari aggiustamenti per fare in modo che il cammino della ricostruzione proseguisse con norme trasparenti e certe nella loro applicazione. I risultati che si raggiungeranno, non appena il decreto diventerà legge, sono importanti e in alcuni casi risolutivi di questioni lasciate aperte e non risolte dalle precedenti ordinanze. Quindi un riconoscimento e un grazie al governo e ai parlamentari, in particolare la senatrice Pezzopane che più di altri si sono impegnati per il raggiungimento di questo importante risultato. Resta tuttavia irrisolto il problema della proroga dei lavoratori a tempo determinato che lavorano in tutti i comuni del cratere sismico. Sono giovani tecnici laureati del territorio che prima e più di altri si sono spesi, dal primo giorno, a fianco dei sindaci prestando la loro opera a sostegno della ricostruzione. Hanno lavorato, nella quasi totalità dei casi, con spirito di sacrificio e senso del dovere, dimostrando il loro attaccamento alla terra di origine. Ora nel testo del decreto sono scomparsi. Sono rimasti, aggiungo giustamente, quelli che lavorano per la ricostruzione dell’Aquila, ma dei comuni del cratere no, nonostante ne avessimo a lungo parlato, ricevendo anche positive rassicurazioni. Invece la proroga c’è per alcuni sì e per altri no. Questo lascia turbati. Se passa il principio, come di fatto accaduto, che c’è la necessità dell’opera di questi tecnici, esso deve valere per tutti perché ne esistono le ragioni. Se passa il principio, e aggiungo giustamente, per i lavoratori di Abruzzo Engineering, perché prestino la loro preziosa collaborazione negli uffici del Genio civile, per alcuni dirigenti della Provincia per portare avanti l’edilizia scolastica degli edifici danneggiati dal sisma, se vale per i ragazzi del comune dell’Aquila, perché questo stesso principio non vale per i lavoratori dei comuni del cratere? Chi svolgerà il lavoro fondamentale che attualmente essi portano avanti?», si chiede Nusca.
«Il decreto, ora», prosegue, «darà una forte accelerata alle procedure della ricostruzione. Un grande risultato. Ma chi porterà avanti, nei tempi imposti, le incombenze che da ciò deriveranno se nei comuni non c’è il personale idoneo? Ricordo che molti comuni del cratere non dispongono di uffici tecnici, che molti segretari sono a scavalco, che non ci sono ragionieri... Nei prossimi mesi gli uffici tecnici del cratere saranno invasi da progetti, quindi ancora lavoro per i tecnici di questi uffici e che poi confluirà su quelli dei comuni dove non si troverà personale pronto a scrivere una lettera, a predisporre un mandato di pagamento, a fare un’istruttoria urbanistica, a rilasciare un permesso a costruire, a eseguire un sopralluogo, a rilasciare l’agognata agibilità sismica, a predisporre una gara di appalto per la ricostruzione pubblica, e altro ancora. Questo è il problema che per i comuni del cratere rimane ancora aperto e che ora, e non dopo, deve trovare la soluzione normativa se si vuole che dopo si mettano a fuoco gli strumenti tecnico-economici definitivi. Mi lasciano perplesso le argomentazioni fornite sul diniego di proroga dei tecnici, soprattutto perché è la prima volta che non vengono sollevati problemi di copertura finanziaria. E allora, se vale il principio della necessità della permanenza di queste competenze del territorio, se questo principio è già stato in parte applicato, se le risorse finanziarie per far fronte a questa spesa ci sono, perché il principio non si estende anche a tutti i comuni del cratere? C’è ancora qualche ora per risolvere il problema».
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