Premi di produttività dimenticati dalla Asl per 2.900 lavoratori

AVEZZANO. Niente premi di produttività per 2.900 lavoratori della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila.Molti lavoratori si dicono preoccupati e lamentano lunghi ritardi nell’erogazione di quanto dovuto...
AVEZZANO. Niente premi di produttività per 2.900 lavoratori della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila.Molti lavoratori si dicono preoccupati e lamentano lunghi ritardi nell’erogazione di quanto dovuto per i progetti 2012 e 2013. Non hanno visto ancora un centesimo nonostante le incentivazioni siano stati conclusi e anche “certificate”. A quanto pare però il problema non sarebbe nella disponibilità dell’azienda.
Secondo la Uil, infatti, i soldi ci sono e in misura sufficiente a saldare la spesa, ma per motivi ancora da chiarire i fondi non sono stati mai erogati. La cifra sfiora il milione di euro. «A gennaio dovevano essere elargiti i saldi della produttività degli anni 2012 e 2013», afferma Antonio Ginnetti, della Uil provinciale sanità, «e ciò interessa lavoratori, infermieri, tecnici di laboratori, amministrativi e tutte le altre figure del mondo della sanità. C’era infatti un accordo firmato da tutti i sindacati a dicembre scorso. Era stato preso un secondo accordo dal direttore generale Giancarlo Silveri secondo cui a marzo gli incentivi sarebbero stati pagati, ma ciò non è ugualmente avvenuto. Se ciò non avverrà in tempi brevi saremo costretti a intraprendere iniziative anche clamorose».
I sindacati si chiedono cosa abbia bloccato l’iter e cosa abbia fatto tornare sui propri passi la Asl che sembrava pronta all’erogazione delle somme previste.
A quanto pare all’origine di questi ritardi ci sarebbe qualche problema di carattere amministrativo. Quello che è certo, almeno secondo le parti sociali, è che i fondi ci sono e che quindi attendono solo di essere erogati. Infatti i progetti non solo sono stati conclusi, ma sono stati anche certificati. In sostanza, è stata già verificata la corrispondenza tra il loro obiettivo e il risultato ottenuto dal personale. Apparentemente, quindi, non c’è alcun motivo per non pagare i premi riguardanti gli anni passati.
«In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo», sottolinea Ginnetti, «questa situazione è inaccettabile. I lavoratori hanno tutto il diritto di vedersi corrisposto quanto promesso in riferimento a progetti che hanno lo scopo di migliorare l’operatività dell’azienda sanitaria, svolti tra l’altro fuori dal normale orario di lavoro». I premi di produttività vanno dai 300 ai 600 euro a lavoratore.
«Se alla base di questa situazione ci sono problemi legati ai conteggi e al calcolo degli arretrati», prosegue Ginnetti, «si potrebbe superare il problema anticipando almeno il 50 per cento della produttività del 2015, in attesa dei fondi degli anni precedenti».
L’auspicio delle organizzazioni sindacali è che si crei un automatismo dei pagamenti una volta che i progetti sono stati conclusi in modo da verificarne la corrispondenza con gli obiettivi per cui erano stati pensati.
Pietro Guida
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