Premiato l’agente aggredito da un detenuto

10 Luglio 2019

Conferito a Paglieta il grado di sovrintendente. L’ergastolano gli aveva tirato addosso l’olio bollente

SULMONA. «Esempio di alto senso del dovere e non comuni capacità professionali». Sono queste le motivazioni che hanno portato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Francesco Basentini a conferire il grado di Sovrintendente di polizia penitenziaria ad Andrea Paglieta. A darne l’annuncio è Mauro Nardella, sindacalista Uil, collega e amico personale del poliziotto vittima dell’aggressione da parte di un detenuto del carcere di Sulmona. «Andrea Paglieta ha ottenuto quanto meritava», afferma Nardella, «per lui un riconoscimento straordinario e dal grande valore umano e amministrativo». Nel giugno 2018, quando era in servizio nel carcere di Sulmona, Paglieta fu salvato da cinque detenuti che riuscirono a sottrarlo a un ergastolano il quale, dopo avergli buttato addosso dell’olio bollente, gli stava dando fuoco con un accendino. «È stato un percorso che mi ha visto crescere dal punto di vista professionale. Forte è stata la presenza dello Stato», è il commento di Paglieta al termine della cerimonia. Questo il testo della motivazione: «In servizio presso la Casa di reclusione di Sulmona nel corso del servizio di vigilanza e osservazione in una sezione detentiva, veniva chiamato da un detenuto, il quale, senza motivo alcuno, non appena lo vedeva giungere dinanzi al cancello della camera, gli lanciava addosso dell’olio bollente. Nonostante le sue doti personali e le capacità professionali dimostrate nell’essersi prontamente riparato gli occhi, sfilatosi la maglietta e respinto l’accendino che il detenuto gli aveva lanciato addosso nell’intento di dargli fuoco, riportava ustioni di primo, secondo e terzo grado, al volto ed al torace. Esempio di alto senso del dovere e non comuni capacità professionali». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .