Prima neve ai Prati, ma un altro inverno con impianti chiusi

Alle porte la settima stagione senza possibilità di sciare.
Problemi anche con gli O’belix e le reti antivalanga
PIETRACAMELA
La prima e inaspettata neve è arrivata sul Gran Sasso imbiancando la stazione di Prati di Tivo, ma regna la grande incertezza per la riapertura invernale della stazione sciistica. Una nevicata di circa una decina di centimetri che è stata molto di più che una spolverata autunnale ha imbiancato, come in un paesaggio da cartolina nel contrasto tra i colori caldi del foliage e il candore della coltre bianca, Prati di Tivo donando un assaggio dell’inverno che, per quanto riguarda la stazione, si preannuncia ancora fermo sul tema impianti. Se la neve ci ha ricordato che i Prati possono ancora fare la loro parte nel turismo invernale abruzzese, il calendario, visto che siamo già a novembre, ci ricorda che l'inverno è vicino e il tempo stringe per la riapertura, ma nulla si muove e permane la cronica incertezza sul futuro prossimo. Con la possibilità che si ripeta l’ennesimo inverno, il settimo, dagli impianti fermi e dalle proteste degli operatori economici che da anni chiedono programmazione e continuità e degli appassionati che sognano di tornare a sciare nel posto del cuore. Varie problematiche devono essere risolte e il 15 novembre, salvo proroghe, scade anche il contratto di gestione al gestore Marco Finori.
«L’esercente Finori, prima della scadenza della gestione, sta terminando la manutenzione quinquennale alla cabinovia», spiegano i liquidatori della Gran Sasso Teramano (Gst) Valerio Ferro, Piergiorgio Passerini e Giorgio D’Ignazio, «Poi valuteremo tutte le opportunità relative all’attività liquidatoria partendo dalla perizia dei beni di Prato Selva e alla riparazione dei danni provocati agli impianti dalle slavine dello scorso aprile a Prati di Tivo». Una situazione che si preannuncia non di facile soluzione con la possibilità di sciare che viene, per ora, esclusa in primis per i motivi di sicurezza. «Gli impianti della quadriposto e del Pilone in quanto chiusi da quasi dieci anni devono subire delle importanti manutenzioni», proseguono, «Ma in ogni caso vogliamo ricordare che sono noti i problemi legati agli O’bellx, gli esploditori anti-valanga: la loro assenza non permette la massima sicurezza degli impianti, delle piste e dell’intero bacino ed è un problema che deve essere risolto». La speranza di molti è almeno la riapertura in assetto pedonale della cabinovia che può contare su un proprio sistema di sicurezza. «Un'ipotesi che stiamo certamente valutando», dicono ancora i liquidatori, «ma ribadiamo che la stazione d’inverno è chiusa da anni e ci sono importanti lavori da fare anche ai gasex, alle reti antivalanga e a tutto il sistema», concludono.
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