Il Pescara conta le assenze, Buscè ridisegna il modulo

Calcio serie C. Delfino martoriato dagli infortuni, dopo Merola si fermano Letizia e D’Ausilio (foto). E domenica la sfida a Grosseto
PESCARA. Il Pescara dopo il pareggio contro la Torres scivola a -13 dallo Spezia e a -7 dal Ravenna secondo con il Grosseto (prossimo avversario) a + 4 e la Reggiana che ha concretizzato il sorpasso al quarto posto. Biancazzurri quinti e con tanti interrogativi legati alle condizioni di Gaetano Letizia e soprattutto Michele D’Ausilio.
Infermeria. Questa mattina verrà effettuata una risonanza magnetica per valutare l’entità degli infortuni ma, soprattutto per l’esterno offensivo, a caldo non sono arrivavate buone sensazioni. D’Ausilio aveva chiesto il cambio ma nello sviluppo dell’azione si è ritrovato sul destro il pallone buono a porta spalancata. In condizioni non ottimali ha calciato malissimo peggiorando il problema muscolare. Oggi ne sapremo di più. Domenica, contro un Grosseto incerottato che a Sestri ha perso pezzi, non recupererà nessuno. Sardo tornerà tra 10 giorni mentre si allungano ancora i tempi di recupero per Victor Eletu.
Pescara-Torres: analisi e riflessioni. Riletta a mente fredda la gara di sabato scorso ha evidenziato alcune lacune e alcuni ulteriori progressi. Nel brutto primo tempo è piaciuta comunque la capacità del Pescara di non concedere occasioni all’avversario. Nei primi 45’ contro Ravenna, Gubbio, Spezia e Guidonia non era mai successo. E quello di una confermata solidità della fase di non possesso è il lato positivo. Ma restano delle criticità legate allo sviluppo del gioco quando l’avversario di turno limita il piano A del Pescara. Nel primo tempo la Torres con Masala è andata a uomo su Graziani e la manovra biancazzurra non ha trovato sbocchi. Meglio nella ripresa con i sardi più aperti e con 20’ di grande calcio (e 4 nitide palle gol) proposti dal Pescara. Poi, dopo l’infortunio di D’Ausilio, l’11 di casa si è spento e nel finale i sardi hanno fatto venire qualche brivido con due chiamate dell’Fvs. Con il senno di poi la soluzione con due punte di peso in area e Meazzi trequartista poteva dare qualche vantaggio, considerato che quando parte da quella posizione in B lo scorso anno e anche sabato l’ex Entella è stato devastante. Di sicuro il 4-3-3 con Meazzi e Vitali esterni e un Guccione in cabina di regia ancora non a suo agio ha perso brillantezza e incisività e si è consegnato alla Torres.
Ferraris esterno. La partita di Andrea Ferraris è durata un’ora e, al netto del grande spirito di abnegazione e della corsa che mette in campo il classe 2003, vanno fatte delle riflessioni. Il 4-3-3 ha bisogno di esterni con particolari caratteristiche (Merola e D’Ausilio per intenderci) e Ferraris in quella zona del campo perde le sue migliori caratteristiche. Non è un caso che due volte è arrivato vicino l’area piccola e due volte ha messo sotto pressione la Torres (anche un gol annullato). Riportare Ferraris nella sua zona preferita a ridosso della punta o comunque nelle zone centrali potrebbe essere un’opzione per il futuro anche considerati gli infortuni di alcuni uomini chiave per il 4-3-3. Non solo. Ferraris potrebbe permettere a Parigi di non essere sempre isolato come accaduto nei 90’ contro la Torres.
Strategie future. I primi indizi per l’immediato futuro li ha dati Antonio Buscè in zona mista. «Ne abbiamo già parlato a fine partita, se perdiamo D’Ausilio (oggi gli esami) e senza Merola qualcosa possiamo cambiare». Ma quali sono le opzioni? Sostanzialmente tre. Se si vuole andare avanti con la difesa a 4 e i tre centrocampisti allora l’idea del trequartista e delle due punte diventa concreta. Il 4-3-2-1 con i trequartisti stretti a conti fatti è una variante del modulo attuale e può essere una base di partenza. L’altra opzione è il 3-5-2 anche se al momento non sembra essere prioritaria. Oggi Buscè ha tanti centrali di ruolo, giocatori adatti a fare i quinti e giocatori adatti in attacco a interpretare il modulo. E Meazzi potrebbe anche fare la mezzala con l’adeguata copertura della difesa a tre.

