Processo Stati, interrogato Chiodi
L’ex presidente della Regione scagiona Daniela e il padre Ezio
AVEZZANO. Davanti al tribunale di Avezzano l’ex presidente della Regione e attuale consigliere Gianni Chiodi nelle vesti di testimone dell’accusa nel processo Stati. Nell’udienza davanti al collegio presieduto dal giudice Daria Lombardi, l’ex governatore ha parlato della vicenda che portò all’arresto di Ezio Stati, all’interdizione della figlia Daniela, all’epoca assessore regionale alla Protezione civile, al fermo dell’ex marito della Stati, Marco Buzzelli, e degli ex dirigenti della Valle del Giovenco calcio, Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli. Secondo l’accusa, dopo il terremoto, la Stati avrebbe cercato di far affidare i lavori della ricostruzione ad Abruzzo Engineering per favorire la Selex, con la partecipazione del padre Ezio e di Buzzelli, per agevolare Angeloni e Stornelli, delegato di questa società che faceva capo a Finmeccanica, in cambio di regalie. «Nel corso dell’interrogatorio», hanno spiegato i difensori Antonio Milo e Alfredo Iacone, «Chiodi ha sostenuto che le decisioni venivano prese autonomamente, compresa la modifica per l’affidamento ad Abruzzo Engineering, aggiungendo che le pressioni arrivavano piuttosto dall’allora sindaco Cialente e dalla presidente della Provincia, Pezzopane, per questioni politico-sindacali in modo da salvare i posti di lavoro a rischio. Mentre le decisioni venivano assunte, secondo Chiodi, insieme a Bertolaso e Letta, e poi presentate a Berlusconi».
Per quanto riguarda le accuse a Ezio Stati, Chiodi ha affermato di averlo sentito solo per gli auguri di Natale. L’udienza è stata rinviata al 18 aprile 2019. Quando in aula dovrebbero sfilare Bertolaso e l’ex premier Berlusconi. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

