Raid a sfondo razzista, in sei a processo

L’accusa: «Giustizieri con brutalità morale». Nei guai anche un carabiniere e il giovane indagato per l’omicidio D’Orazio
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Raid punitivi a sfondo razzista nei confronti di stranieri residenti a San Benedetto dei Marsi. Con queste accuse sei persone sono state rinviate a giudizio dal tribunale di Avezzano. L’udienza il 20 maggio. La decisione è stata presa nella serata di ieri dopo una lunga camera di consiglio da parte del giudice per l’udienza preliminare Daria Lombardi. Sotto accusa il carabiniere Alessandro Ferzoco, di Pescina, Dionisio Toracchio, Mario Porreca, Cristian Iacobacci, Nello Del Gizzi e Fabio Sante Mostacci, tutti di San Benedetto. Mostacci è indagato anche con l’accusa di omicidio volontario nei confronti di Collinzio D’Orazio, il cui corpo era stato ritrovato dopo un mese di ricerche nel fiume Giovenco. Secondo l’accusa del pubblico ministero, Maurizio Maria Cerrato, il gruppo ha messo in atto dei veri e propri «raid razzisti» compiuti con «assoluta brutalità morale» da coloro che volevano vestire i panni dei «giustizieri». Le accuse, per tutti, andavano dalle lesioni volontarie all’incendio doloso, con l’aggravante dell’odio razziale e per futili motivi. Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli imputati, l’11 agosto 2013, picchiarono un marocchino, Salah Karim, “colpevole” di averli rimproverati di fare troppo rumore durante la notte. Più tardi, sempre per l’accusa, i sei incendiarono l’auto di un altro marocchino, Ahmed Bouhachim. Mostacci è accusato inoltre di avere investito Bouhachim, colpevole di aver denunciato i responsabili dell’incendio. Per il carabiniere Ferzoco anche l’aggravante, sempre stando alle accuse, di avere agito «abusando delle proprie funzioni pubbliche, essendo lo stesso qualificatosi con la vittima con il solo scopo di avvicinarsi e bloccarla proditoriamente così da impedirne i movimenti e la difesa mentre i propri complici la colpivano ripetutamente con calci e pugni». I sei imputati sono difesi dagli avvocati Mario Flammini, Pasquale Milo, Quirino D’Orazio e Stefano Guanciale, mentre le persone offese sono assistite dai legali Luca e Pasquale Motta.

