Rapina alla gioielleria, è polemica «Qui manca la videosorveglianza»

Inquirenti sulle tracce dei due banditi e del complice, ma non ci sono telecamere pubbliche ad aiutarli Pezzopane: «Abbandonato il progetto da 5 milioni del 2016, lo segnaleremo alla Corte dei Conti»
L’AQUILA. La rapina alla gioielleria Ranieri dell’Aquila accende la polemica sul sistema di videosorveglianza nel centro storico. «Nessuna delle telecamere decantate un anno fa dal sindaco Pierluigi Biondi era posizionata lungo quel tratto di corso e nel luogo della rapina e questo i ladri lo hanno sicuramente notato nei loro sopralluoghi»: così la consigliera comunale del Partito democratico Stefania Pezzopane accende il dibattito sulla sicurezza, mentre gli inquirenti stanno visionando proprio le telecamere della zona – ma quelle private – per cercare tracce dei due rapinatori entrati venerdì nell’attività commerciale con le pistole e il volto coperto e del complice che li avrebbe attesi in auto. Dalle riprese si cercano conferme sulla fuga, ma soprattutto movimenti sospetti di persone intorno alla gioielleria nei giorni precedenti per studiare il colpo, che avrebbe fruttato un bottino di diverse decine di migliaia di euro di valore. Con le telecamere pubbliche, il lavoro degli inquirenti sarebbe stato facilitato.
«Sembra una eternità e invece è passato solo un anno da quella trionfalistica conferenza stampa in cui il sindaco “accendeva” la cosiddetta videosorveglianza, presente l’assessore Taranta allora con delega alla sicurezza urbana. E presenti anche la prefetta e il questore», spiega Pezzopane, «i 52 annunciati dispositivi elettronici attivati l’11 febbraio 2022 saranno oggetto di apposita interrogazione».
IL MEGA PROGETTO SPARITO
Aggiunge la consigliera di opposizione: «Sono costretta a segnalare alla Corte dei conti il mancato utilizzo di fondi che L’Aquila ha a disposizione (quasi 5 milioni) grazie all’impegno concreto del centrosinistra. Il progetto del 2016, concertato con le forze dell’ordine, era corposo con altrettanto corposo finanziamento: doveva interessare non solo gli edifici e i monumenti di pregio storico e culturale, ma anche luoghi periferici della città, nonché la rilevazione di velocità delle arterie cittadine con maggiore flusso viario. Il sindaco Biondi doveva solo aprire il progetto e realizzarlo; invece lo ha abbandonato, usando solo un piccolo stralcio di quei fondi, circa 49mila euro per l’acquisto di telecamere non di ultima generazione».
CONSIGLIO CONTRO LE MAFIE
Pezzopane ieri ha anche dato vita a una conferenza stampa insieme alla collega Simona Giannangeli, dopo aver presentato un ordine del giorno in consiglio comunale sul “Manifesto per L’Aquila libera da mafia e infiltrazioni criminali”. «Chiediamo un dibattito in consiglio, chiediamo alla città di schierarsi contro la mafia e le infiltrazioni mafiose», spiegano le due consigliere di opposizione, continuando: «Le ultime vicende e fatti di cronaca sono allarmanti: non solo la detenzione di un capo mafia come Messina Denaro nel carcere aquilano, per la quale struttura chiediamo un immediato potenziamento dell’organico, ma anche il provvedimento cautelare giunto in questi giorni ad un detenuto del carcere aquilano per fatti di ’ndrangheta. Ma anche altre vicende apparentemente minori che non vanno assolutamente sottovalutate». E ancora: «Siamo il più grande cantiere d’Europa e la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma e la gestione del Pnrr, con l’enorme quantità di somme di denaro da utilizzare, costituiscono un naturale interesse dei gruppi criminali». Tra le proposte, ci sono iniziative culturali e di sensibilizzazione, ma anche l’intitolazione di una piazza o una scuola ai magistrati Falcone e Borsellino. E poi azioni di contrasto e di prevenzione negli appalti e nelle forniture, ma anche uno stop alle trattative private per arginare il fenomeno della cosiddetta “mafia dei pascoli”.
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