Restrizioni Covid-19, ricorsi e proteste

Gestori e titolari degli esercizi commerciali pronti alla serrata contro l’ordinanza di Marsilio che dispone la chiusura alle 20
SULMONA. Ricorsi, proteste e richieste di revoche. È una vera e propria rivoluzione quella della Valle Peligna contro l’ordinanza sulle misure restrittive del presidente della Regione Marco Marsilio, che ha colpito i Comuni di Sulmona, Bugnara e Pettorano sul Gizio. Un coro di no senza precedenti a un provvedimento giudicato da più parti inutile, tardivo, dannoso per l’economia e soprattutto poco chiaro. Nell’ordinanza, infatti, della durata di una settimana si dispone la «chiusura anticipata alle 20 degli esercizi commerciali (negozi, alimentari, bar, etc..)». In quell’eccetera non è dato sapere se sono compresi ristoranti, pub, pizzerie o altro. Una delle reazioni più dure arriva dalla consigliera regionale e sindaco di Prezza Marianna Scoccia, che ne chiede la revoca immediata. «È uno scandalo», tuona, «la chiusura anticipata non garantirà una misura adeguata di contrasto, ma genererà solo danni economici e una fuga verso locali del circondario. Non abbiamo bisogno di un’ordinanza tra l’altro arrivata in netto ritardo, ma di azioni più incisive. Abbiamo bisogno di un governo regionale che potenzi il sistema sanitario oggi messo a dura prova, abbiamo bisogno di medici che facciano tamponi». Ricordando che gli esercizi commerciali hanno già protocolli di sicurezza e che è in vigore dal 24 agosto l’ordinanza sulle mascherine h 24, il sindaco di Sulmona Annamaria Casini ribadisce la necessità di inviare personale sanitario. I problemi principali del contagio, infatti, sono legati al poco personale in servizio alla Asl che non riesce e tenere sotto controllo le circa 500 persone in sorveglianza, tra tamponi non fatti nelle due settimane di isolamento o eseguiti in ritardo. «Manca il personale per accelerare lo screening sanitario e circoscrivere il contagio di focolai che, come ha ribadito la Regione e la stessa Asl, sono individuati e circoscritti, dunque tracciabili con l’intensificarsi dei tamponi», ribadisce il sindaco. Dall’altro lato è la questione del danno economico a guidare la protesta, con le attività che si stavano faticosamente riprendendo dopo un mese di agosto di pienone turistico e che ora sono costrette a un nuovo stop, senza sapere chi rimborserà loro le perdite. «Non si può scherzare con le migliaia di persone e famiglie che campano con le loro attività e che vengono gettate nel caos e nella disperazione», aggiunge il consigliere comunale e provinciale Andrea Ramunno che propone «di fare ricorso contro questo scempio». «È di un’inutilità esponenziale» anche per Massimo Carugno (Psi). Sono pronti a serrate di protesta i gestori dei locali con Venanzio De Panfilis del comitato “Oltre la saracinesca” che ne chiede «con vigore la revocata immediata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

