Ricorso degli inquilini trasferiti, ma la giunta insiste e si difende

16 Febbraio 2022

Verranno staccate le utenze condominiali per lasciare il posto al Centro formazione dei vigili del fuoco In 27 chiedono l’annullamento del provvedimento al Tar. L’assessore Colonna disponibile al dialogo  

L’AQUILA. La giunta comunale, con una delibera, ha autorizzato l’avvocatura comunale a “resistere”, davanti al Tar, al ricorso presentato da 27 inquilini del Progetto Case di Sassa i quali chiedono ai giudici amministrativi «l’annullamento dei provvedimenti comunali relativi all’insediamento del centro di formazione territoriale dei vigili del fuoco». Il Centro dovrebbe sorgere a Sassa dove oggi ci sono gli alloggi post-sisma. Pochi giorni fa il Comune aveva reso noto che il primo marzo provvederà al distacco delle utenze condominiali (luci esterne, garage e ascensori), spingendo così anche le 20 famiglie che ancora non hanno accettato di trasferirsi altrove a lasciare gli alloggi. L’assessore Vito Colonna si è detto comunque ancora disponibile al dialogo e «a trovare un accordo, in base alle esigenze di ciascun nucleo familiare. I miei uffici sono aperti», ha detto Colonna. Bisognerà a questo punto capire se la situazione resta comunque congelata in attesa del pronunciamento del Tar (è stata chiesta anche la sospensiva) o se il Comune può andare avanti con gli “sfratti”.
Nel ricorso dei cittadini si legge tra l’altro che «la delibera con cui il consiglio comunale ha autorizzato la cessione gratuita del complesso di Sassa è drammaticamente priva di un’adeguata motivazione, tenuto conto che, in primo luogo, il consistentissimo depauperamento del patrimonio comunale produce vantaggi patrimoniali solo per il terzo beneficiario (ossia l’Agenzia del Demanio). È sufficiente allo scopo considerare che tutti gli argomenti spesi nella delibera per giustificare la donazione non sono riconducibili ai fini istituzionali del Comune dell’Aquila, non potendosi annoverare tra questi: la crescita del prestigio della città, i valori meramente simbolici connessi al ruolo svolto dai vigili del fuoco nella ricostruzione o le ricadute in termini economici (che interessano, al più, il mondo imprenditoriale cittadino). In ogni caso, si tratta di vantaggi che non possono essere paragonati alla perdita di un valore economico rilevantissimo, quale quello costituito da 18 palazzine che contengono qualche centinaio di appartamenti. Nella delibera poi non si fa alcuna menzione delle opzioni localizzative alternative che avrebbero consentito ugualmente di realizzare il Centro di formazione senza portare alla distruzione di decine di appartamenti di proprietà pubblica ed alla perdita per il Comune dell’Aquila del correlativo valore. Opzioni che, peraltro, sono tutt’altro che ridotte, stante la consistenza del patrimonio immobiliare del Comune dell’Aquila. Ne consegue che la delibera del consiglio comunale è illegittima per l’evidente difetto di motivazione che la affligge e andrà per tale ragione annullata», conclude il ricorso.