Ricostruzione, 23 milioni per 70 cantieri

4 Ottobre 2019

Nel 44° elenco finanziato anche l’antico convento della Beata Antonia delle Clarisse, dal 1997 trasferite a Paganica

L’AQUILA. È stato pubblicato sull’albo pretorio del Comune (consultabile on line) il 44° elenco dei buoni contributo per il finanziamento della ricostruzione privata. Si tratta nel complesso di circa 23 milioni per una settantina di provvedimenti. Questa volta nell’elenco è forte la presenza delle frazioni anche se i lavori più “corposi” dal punto di vista economico sono previsti nel capoluogo (asse centrale e zone inserite nella perimetrazione del centro storico in base al decreto numero 3 del 2010 del Commissario delegato per la ricostruzione). Gli allegati all’Avviso sono come al solito due: il primo è quello in cui i soldi stanno arrivando o sono già arrivati (e che in totale sono circa 7 milioni); il secondo, che è il più corposo (quasi 16 milioni), contiene progetti che non hanno ancora il titolo abilitativo edilizio e quindi il cantiere è di là da venire ma, se pur non certifica l’avvio dei lavori, dà l’idea delle zone della città in cui si andrà a intervenire.
LA MAPPA. Vediamo quali sono gli aggregati finanziati inseriti nell’allegato 2. Cominciamo dai due milioni che serviranno alla ristrutturazione del convento della Beata Antonia che si trova all’angolo fra via Sallustio e via dell’Annunziata. Il convento è di proprietà delle suore Clarisse che da molti anni (esattamente dal luglio 1997) si sono trasferite a Paganica. La presenza delle Clarisse all’Aquila affonda le sue radici al 1447 data in cui la Beata Antonia da Firenze e San Giovanni da Capestrano, fondarono il Monastero dell’Eucarestia chiamato successivamente di Santa Chiara povera. Dopo il terremoto del 2009 era stato chiesto un contributo (più di 6 milioni) che comprendeva il restauro anche della chiesa della Beata Antonia. Poi, com’è noto, le norme furono modificate in corsa su input delle istituzioni cittadine e ora in sostanza accade quello che è successo per la Cattedrale: avvio dei lavori per la parte residenziale (in questo caso il convento) in attesa le chiese. Infatti, nella mappa pubblicata sull’apposito sito Internet, la chiesa della Beata Antonia è colorata di blu che nel criptico codice della burocrazia significa progetto pubblico (tradotto in volgare “aspetta e spera”). Nel caso della Beata Antonia la stazione appaltante è il Provveditorato alle Opere Pubbliche. La chiesa e il convento sorsero nel Medioevo grazie al ricco mercante Giacomo Gaglioffi che nel testamento del 1335 aveva “ordinato” la costruzione di una chiesa, di un ospedale e di una mensa per poveri.
GLI ALTRI INTERVENTI. Fra gli altri aggregati finanziati in città ce n’è uno in via Sturzo (1.200.000 euro) e un altro compreso fra via Sant’Andrea, via Generale Rossi e piazza Sant’Andrea (è la zona limitrofa a via XX Settembre) per oltre 3 milioni. Per quanto riguarda le frazioni ci sono fondi per aggregati a Paganica, Roio Poggio, Arischia, Tempera. Nell’allegato 1 ci sono invece più di 60 progetti finanziati (quasi tutti nelle frazioni) anche se in realtà molti soldi sono anticipazioni per cantierizzazioni, spese tecniche o cifre a saldo di contributi pregressi. In qualche caso ci sono rettifiche, cioè soldi in aggiunta a quelli concessi originariamente. L’avviso infine chiarisce che “l’acquisto delle abitazioni equivalenti in sostituzione dell’abitazione principale distrutta, è consentito solo all’interno dello stesso Comune”. Sull’albo pretorio sono stati pubblicati altri due avvisi con elenchi nominativi. Uno si riferisce ad “Accrediti definitivi, integrazioni e rettifiche” e un altro è per il “Ritiro della comunicazione del contributo massimo concedibile”.
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