Ricostruzione a Conte, incognita per la città
Per il primo cittadino il premier potrebbe essere troppo impegnato per «pensare ai nostri problemi»
L’AQUILA. «Soltanto il tempo ci dirà se la scelta del premier Giuseppe Conte, di avocare a sé la ricostruzione, per L’Aquila sarà positiva o negativa. Anche se tempo purtroppo non ne abbiamo e se n’è perso anche troppo». Il soggetto della riflessione del sindaco Pierluigi Biondi, è la mancata individuazione di un sottosegretario referente per la ricostruzione dell’Aquila. Il presidente del consiglio Conte ha fatto sapere che terrà questa funzione, che prima, con il governo giallo-verde, era stata assegnata al sottosegretario Vito Crimi, ora viceministro dell’Interno con il nuovo governo giallo-rosso.
Il sindaco aveva anche scritto, oltre a gridarlo a gran voce, al premier di provvedere subito alla nomina del nuovo referente per la ricostruzione. Ma il presidente Conte ha replicato – tra l’altro i sottosegretari hanno giurato lunedì mattina – che il referente sarà lui.
E qui nascono i dubbi del sindaco Biondi.
«Se il premier ha detto che sarà lui il nostro referente per la ricostruzione, può voler dire due cose, una positiva e l’altra negativa. La prima: potrebbe avere un grande significato, perché vorrebbe dire che Conte mette tra i primi posti nella sua fitta agenda, il problema della ricostruzione dell’Aquila e degli altri comuni del cratere devastati dal terremoto del 2009 e delle località colpite dal doppio sisma del 2016 e 2017», spiega Biondi. «L’altra possibilità, meno incoraggiante, è che mantenendo per sé questa delega, chiamiamola così, Conte potrebbe diventare “imprendibile”, cioè potrebbe essere un motivo per svicolare dal problema perché, proprio a causa della sua fitta agenda di governo, diventerebbe quasi irraggiungibile, con la conseguenza che non avremmo una figura istituzionale con la quale interloquire».(v.p.)
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