Ricostruzione lumaca Strigliata del Tar all’Usra

5 Giugno 2016

L’AQUILA. Trenta giorni di tempo per rispondere alla domanda presentata dal consorzio Caldarelli-Pettino sulla concessione dei contributi per la riparazione degli edifici danneggiati dal terremoto...

L’AQUILA. Trenta giorni di tempo per rispondere alla domanda presentata dal consorzio Caldarelli-Pettino sulla concessione dei contributi per la riparazione degli edifici danneggiati dal terremoto del 2009. È il termine che il Tar ha concesso all’Usra, pena la nomina di un commissario ad acta. È toccato ancora alla giustizia amministrativa mettere un limite alla lentezza della pubblica amministrazione, che da un lato è inesorabile nei confronti dei ritardi dei cittadini, dall’altro non risponde nei termini fissati dalla legge. Il Tar, dunque, ha accolto il ricorso del consorzio e ha dichiarato illegittimo il silenzio serbato dall’Usra ben oltre il temine decisamente ragionevole dei 180 giorni concessi dalle norme. Il tribunale ha anche ricordato che, dopo il 2012, il compito di provvedere all’istruttoria delle pratiche finalizzate alla richiesta di contributi spetta all’Usra, trattandosi «di un soggetto avente natura di ente strumentale di scopo dell’Amministrazione statale. È infatti da escludere che il Comune possa in qualche misura, anche soltanto indirettamente, influire non solo su tale autorizzazione, ma anche sui tempi previsti per il suo rilascio, al quale è collegato il compito del tutto residuale di erogare il contributo richiesto attuando il procedimento diretto a conferire copertura finanziaria all’intervento secondo le priorità stabilite. Non risulta che l’Usra abbia emesso alcun provvedimento nei centottanta giorni dalla presentazione dell’istanza, integrando la richiamata fattispecie del silenzio rifiuto». Per questi motivi i giudici hanno anche disposto che a pagare le spese di giudizio, fissate in mille euro, sia l’Ufficio speciale per la ricostruzione. Ed è toccato sempre al Tar Abruzzo sbloccare l’impasse nella quale si è venuto a trovare il Consorzio Coppito 2011. Il tribunale era già intervenuto sulla questione, dato che già a giugno del 2014 aveva accolto la domanda del consorzio che aveva presentato ricorso contro i ritardi del Comune, che all’epoca della presentazione della domanda del contributo per la riparazione degli immobili, aveva ancora in carico l’istruttoria. A distanza di due anni quella sentenza non è stata ancora eseguita, e così il consorzio è stato costretto a ricorrere di nuovo alla giustizia amministrativa per la nomina dell’ennesimo commissario ad acta. Il Tar ha accolto la domanda considerando che «la citata sentenza non risulta sospesa né eseguita entro il termine assegnato, perdurando allo stato l’inerzia dell’Amministrazione». Per questo motivo, oltre che condannare il Comune anche al pagamento delle spese, ha disposto un nuovo invio degli atti alla Corte dei Conti.(a.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA