Ricostruzione privata al 79% e nel 2021 cantieri per tre scuole

19 Novembre 2020

La pandemia non frena l’esame delle pratiche: oltre duecento quelle approvate quest’anno Gli ultimi lavori riguardano le frazioni. Ma per le opere pubbliche la percentuale diminuisce al 45%

L’AQUILA. A 11 anni e mezzo dal terremoto, la ricostruzione privata dell’Aquila è stata completata al 79%. La pandemia non ha frenato il trend positivo con l’esame, solo nel 2020, di 202 schede parametriche parte prima e 445 pareri ammessi, che si traducono in 371 milioni 273.070,72 euro di lavori, di cui 187 milioni 685.252,53 di contributi concessi finora. Differente il quadro della ricostruzione pubblica, dove i lavori sono stati completati per il 45% con 1 milione 476.334.182 euro erogati a fronte di 2 milioni 166.849.598 euro di lavori finanziati. Il prossimo anno apriranno tre cantieri per le scuole. «L’obiettivo», spiega il responsabile dell’Ufficio per la ricostruzione dell’Aquila, Salvo Provenzano, «è chiudere la ricostruzione privata nel 2022, al massimo entro il primo semestre 2023».
CANTIERI PRIVATI. Dopo il centro cittadino, è il momento delle frazioni, quelle più interessate da quest’ultimo scampolo di ricostruzione; 187 milioni 713.361,87 euro i fondi concessi a fronte di 372 milioni 678.537,93 euro di finanziamenti complessivi. Di questi, 188 milioni 739.975,57 fanno riferimento alle schede parametriche parte prima e 170 milioni 381.791,91 alle schede parte seconda della nuova procedura. «L’andamento dell’anno è stato positivo», commenta Provenzano, «con le stesse schede parametriche, 203, approvate nel 2019. Nonostante le difficoltà legate all’emergenza coronavirus, i numeri sono rimasti buoni. Gli importi, invece, risultano inferiori rispetto agli anni precedenti, in quanto stiamo istruendo pratiche più piccole e complesse, per via delle successioni e delle titolarità, con aggregati che hanno importi unitari minori».
CANTIERI CHIUSI NEL 2022. La ricostruzione privata sfiora l’80 per cento del totale, contro il 75% del 2019, con lo sguardo rivolto al 2022 dato, dall’Usra, come anno conclusivo per la chiusura di tutti i cantieri. «Data che vogliamo mantenere salda», dice Provenzano, «nonostante le difficoltà emergenziali della pandemia, che non riguardano solo la parte istruttoria, ma anche i tecnici e i presidenti dei consorzi, che non sono nelle condizioni di convocare le assemblee. Con le Sp2 siamo a circa 30 schede in meno, rispetto al 2019, ma contiamo di chiudere l’anno con uguale risultato».
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. I numeri, in questo caso, di discostano dal trend precedente. La percentuale di completamento della ricostruzione scende al 45% circa, con 674 interventi di cui 329 conclusi, 121 in fase di collaudo e 96 di progettazione. L’importo erogato ammonta a 1 milione 476.334.182 euro. «Sulla ricostruzione pubblica segnaliamo un’accelerazione importante», conclude Provenzano, «con tre interventi per l’edilizia scolastica già approvati, che porteranno all’apertura dei cantieri nel 2021 grazie ai poteri commissariali conferiti ai sindaci, che hanno consentito di sbloccare alcune pratiche».
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