Risalgono i contagi nella Marsica

E Di Pangrazio rilancia: prefabbricato della Protezione civile per la Rianimazione
AVEZZANO. Salgono i contagi nella Marsica con 27 nuovi casi in 24 ore. Anche per tale motivo, in vista di un presumibile aumento della pressione sulle strutture sanitarie, il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, lancia un appello al manager della Asl Roberto Testa affinché «autorizzi l’arrivo del modulo prefabbricato della protezione civile con 16 posti letto di terapia intensiva».
I CASI. Sono 48 i contagiati nella Asl nelle ultime 24 ore, di questi oltre la metà riguardano la Marsica. Dei nuovi positivi, 10 fanno riferimento al comune di Avezzano mentre gli altri riguardano Celano 3, Cerchio 3, Sante Marie 2, Carsoli 2, Gioia dei Marsi 2, Morino 1, Oricola 1, Pereto 1, Capistrello 1, Rocca di Botte 1. Dall’inizio della pandemia è stato colpito dal virus il 4% della popolazione marsicana, contro il 3% della popolazione abruzzese. Il bilancio complessivo da inizio emergenza sanitaria parla di 5.288 contagi in tutta la Marsica. Attualmente sul tutto il territorio ci sono 330 persone in quarantena, alla fine dell’anno erano 760. Mentre gli attualmente positivi sono 361. Le persone decedute in totale sono 195, lo 0,18% dell’intera popolazione marsicana.
Per quanto riguarda i ricoveri, sono 31 i marsicani in ospedale: 26 si trovano nei reparti di Medicina Covid, mentre 5 sono in terapia intensiva. Negli ultimi giorni si è registrato un aumento di ospedalizzazione sul territorio.
L’APPELLO. Proprio per tale motivo il sindaco di Avezzano torna a lanciare un appello al direttore generale dell’Asl affinché dia il nullaosta all’arrivo di nuovi posti letto di terapia intensiva tramite una struttura prefabbricata da posizionare all’esterno dell’ospedale, in un terreno adiacente. Chiedo che venga autorizzato il modulo di 16 posti letto di terapia intensiva regalato dalla protezione civile e fermo da dicembre», sottolinea il primo cittadino, «questa struttura poteva essere collocata all’esterno dell’ospedale, senza creare problemi logistici alla struttura sanitaria, già da tempo. Ma manca il nullaosta. Mi rivolgo al direttore Testa», continua Di Pangrazio, «chiedendogli un cambio di passo, un gesto di coraggio e di umiltà per il bene della comunità, autorizzando l’arrivo del modulo». Una struttura che, come accaduto per quella del G8 dell’Aquila, della stessa tipologia, permetterebbe il ricovero di pazienti Covid gravi, lasciando l’ospedale “pulito”, almeno per quanto riguarda la terapia intensiva. (p.g.)
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