Ristoratrice picchiata da un gruppo di turisti
Ovindoli, malmenati anche i figli. Pronto un esposto. Il sindaco Angelosante: un fatto davvero grave
OVINDOLI. Ristoratrice finisce in pronto soccorso dopo essere stata presa a pugni da un gruppo di turisti che avevano pranzato nel suo locale. È quanto raccontano i gestori del Rifugio “La Serra” di Ovindoli che sporgeranno una denuncia ai carabinieri contro un gruppo di circa venti persone per l’aggressione fisica nei confronti dalla titolare, i suoi due figli e verbale ai danni di una dipendente. È accaduto domenica scorsa, intorno alle 15,30. «I clienti si sono accomodati e hanno pranzato, ma al momento del conto si sono lamentati sostenendo che la pasta non era bastata mentre la carne era cruda», racconta Roberto Liberatore, figlio della titolare, «un pretesto per non pagare il conto. In quel momento in sala c’erano mia madre e mia sorella oltre ai dipendenti. Richiamato dai toni un po’ alterati le ho raggiunte chiedendo spiegazioni al gruppo, ma sono stato preso a schiaffi da uno di loro. Poi la situazione è degenerata, fortunatamente in nostro aiuto sono arrivati alcuni clienti storici del Rifugio visto che loro erano in 20 e noi solo quattro». Al momento dell’aggressione nel ristorante c’erano circa 180 persone che hanno assistito a quanto accaduto. «Ad avere la peggio è stata mia madre Carla Subrizi, di 58 anni, costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso dove le hanno riscontrati diversi traumi», aggiunge Liberatore, «mentre mia sorella che da poco ha subìto un importante intervento chirurgico, ha riportato lividi e graffi. È inaccettabile l’aggressione ai danni di due donne. È la prima volta che ci accade una cosa del genere in 40 anni di attività». Alla fine i turisti violenti, famiglie di mezza età con adolescenti al seguito, hanno lasciato il locale senza pagare. «Un episodio davvero spiacevole», commenta il sindaco di Ovindoli, Simone Angelosante, «capisco che il lockdown ha esasperato gli animi, ma in montagna e nei luoghi di villeggiatura si va per stare in relax, assaporare il buon cibo e vivere la natura. Ho chiamato la signora Carla per sincerarmi delle sue condizioni. Mi auguro che a Ovindoli non si verifichino più episodi del genere».
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