Rivisondoli, nessun nuovo nato per il 66° Presepe Vivente

8 Dicembre 2016

Oggi la presentazione dei protagonisti: il Bambin Gesù è Franco, ha 15 giorni e viene da Roccaraso. Si chiama Roberta Sideri, ha 16 anni ed è di Lanciano la Madonna della Natività che verrà rappresentata il prossimo 5 gennaio. Il sindaco Ciampaglia: "Evento dedicato alle popolazioni colpite dal sisma"

RIVISONDOLI. Roberta Sideri, 16 anni di Lanciano, è la ragazza che impersonerà la Madonna nella 66esima edizione del Presepe vivente di Rivisondoli  che si terrà il prossimo 5 gennaio alle ore 18, nella Piana di Pié Lucente. La presentazione della Sacra famiglia e dei principali personaggi della rappresentazione della Natività si è tenuta questa mattina, come tradizione vuole, nel giorno della festa dell'Immacolata Concezione, subito dopo la celebrazione della Santa messa nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari a Rivisondoli.

La crisi demografica che si vive anche nel paese del Presepe vivente più antico d'Italia ha impedito che il Bambinello fosse impersonato dall'ultimo nato del piccolo borgo. Per questo motivo il sindaco Roberto Ciampaglia si è rivolto alla vicina Roccaraso chiedendo la disponibilità ai genitori dell'ultimo nato che hanno subito accolto l'invito. Si chiama Franco Bucci e ha solo 15 giorni il piccolo che figurerà nella mangiatoia della Capanna. I panni  di San Giuseppe li vestirà Manuel Celio, 19enne di Rivisondoli nipote di Berardino, il pastore più famoso del Presepe vivente . Il ruolo della Madonna dell'Annunciazione è stato affidato a Beatrice Sette, 15 anni di Pietransieri, frazione di Roccaraso nota per l'eccidio di Limmari in cui furono trucidati dalle truppe tedesche 128 persone. L'Angelo della Capanna della Natività sarà impersonato da Maria Laura Diano, 16 anni di Lanciano.  “La manifestazione di quest'anno la vogliamo dedicare in particolare alle popolazioni del Centro Italia colpite del sisma – afferma il sindaco Roberto Ciampaglia – in questo momento per loro triste e pieno di difficoltà l'intero presepe vuole essere segno di vicinanza e solidarietà affinché questi nostri fratelli possano presto tornare a vivere una vita normale”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA