Roio ricorda l’abbraccio con San Giovanni Paolo II

ROIO. Successo a Roio delle iniziative in ricordo della visita che Giovanni Paolo II, oggi santo, fece al Santuario mariano il 30 agosto 1980 intorno alle 11 del mattino. Quel giorno tra i giovani...
ROIO. Successo a Roio delle iniziative in ricordo della visita che Giovanni Paolo II, oggi santo, fece al Santuario mariano il 30 agosto 1980 intorno alle 11 del mattino. Quel giorno tra i giovani che erano ad attenderlo davanti all'edificio sacro c’era anche Fulgenzio Ciccozzi che così ricorda quei momenti.
«Ero un curioso adolescente che non aveva ben capito la portata di quell’avvenimento», scrive Ciccozzi, «mi muovevo a fatica tra la folla che riempiva il piazzale. La presenza di Giovanni Paolo II – la cui figura si stagliava in lontananza, quasi inghiottita dalla calca della gente – la percepivo dal fragore della folla che esultava alla sua presenza e alle parole che pronunciava soprattutto rivolte a noi giovani. Totus Tuus, così, con queste semplici parole in latino, Roio accoglieva il pontefice. I giovani dell’Opus Dei posero la scritta a grandi lettere accanto alle cime del monte che si eleva accanto all’altopiano. Quel sabato mattina dell’agosto 1980, il Papa scese dall’elicottero nello spazio antistante a quella che un tempo veniva chiamata Colonia Montana, a Monteluco. Mentre le eliche del velivolo cessavano di roteare, lo sguardo del Pontefice si posava su quel grande fabbricato giallo dalla forma ondulata. La prima persona che ebbe il piacere e l’onore di accoglierlo fu un vigile del fuoco di Montereale. Qualche anno dopo, nel 2011, l’allora vescovo ausiliare Giovanni D’Ercole, in un incontro che rievocava la venuta del Papa a Roio, ebbe modo di rivelarci simpatici aneddoti accaduti negli anni in cui collaborava al suo fianco negli uffici vaticani, rivelandone, poi, la profonda religiosità. Nella tarda mattina di quell’estate di quarant’anni fa, accompagnato dal suono delle campane e dall’entusiasmo della gente, giunse finalmente a Poggio di Roio, davanti alla chiesa della Madonna della Croce. Dopo aver salutato la folla, accompagnato dai cardinali Confalonieri e Bafile entrò nel Santuario per pregare. La figura del parroco, don Elio Antonucci, appariva con discrezione al fianco del pontefice. Lo stesso don Elio gli porse il registro delle presenze affinché sua santità vi apponesse la firma. Uscito dalla chiesa, fu accolto da un’ovazione: “Viva il Papa”. Il vescovo di Roma incontrò migliaia di giovani dell’Abruzzo e del Molise che lo accolsero con canti e cori. Quell’incontro fu, in un certo senso, il battesimo che sancì la nascita dei “Papa boys” che poi daranno vita ai grandi raduni dei giovani cattolici nelle giornate mondiali della gioventù. Tra quei giovani c’era anche il piccolo Giancarlo Ciccozzi, che ebbe l’onore di essere abbracciato dal Papa. Quel bambino adesso è diventato un affermato pittore e scultore e ha voluto ricordare quel giorno con un dipinto che ritrae il volto del Santo Padre e che ha donato alla parrocchia di Roio». (g.p.)
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