Rosini: «Basta con quel premio dedicato al feroce carnefice»

SCURCOLA MARSICANA. «Sbagliato dedicare il premio D’Angiò a un personaggio storico sanguinario e feroce carnefice». È la presa di posizione dello storico ed ex consigliere regionale Antonio Rosini....
SCURCOLA MARSICANA. «Sbagliato dedicare il premio D’Angiò a un personaggio storico sanguinario e feroce carnefice». È la presa di posizione dello storico ed ex consigliere regionale Antonio Rosini. Rivolgendosi al sindaco di Scurcola, Vincenzo Nuccetelli, Rosini afferma che «anche quest’anno viene presentata l’edizione del premio internazionale D’Angiò, e questa del premio è una iniziativa culturale che va senz’altro apprezzata. In quanto alla intitolazione a Carlo D’Angiò, invece», aggiunge Rosini, «si sarebbe dovuta fare una più attenta riflessione. Si è scelto un tale nome per ricollegarsi idealmente alla battaglia del 23 agosto del 1268 fra Corradino di Svevia e Carlo D’Angiò», spiega Rosini, «perché questo nome però? Forse non ci si è resi conto che è come intitolare un asilo infantile a Erode, oppure una casa di riposo ad Adolf Hitler? Ornella Mariani scrive nel suo volume: “all’indomani, sullo stesso campo di battaglia, egli fece giustiziare molti prigionieri romani; dispose la mutilazione degli arti di altri e fece ardere vivi gli abitanti delle case vicine, per eliminare ogni testimonianza degli orrori commessi. Più in particolare, infierì su quelli di Albe… e a Sulmona fece sopprimere tutti i Ghibellini». Poi Rosini cita papa Clemente IV e la sua lettera inviata dopo i massacri di Benevento, proprio a Carlo D’Angiò: “…le persone che godono della tua confidenza e che hai messo a governare le province si arricchiscono a spese delle popolazioni; e tu tolleri le loro malefatte sia perché non dai loro uno stipendio sufficiente, sia perché trattieni quello che dovresti loro dare”. Sarebbe saggio e patriottico», conclude Rosini, «intitolare un premio letterario con un nome di prestigio, anziché mantenere quello di un sanguinario criminale». (p.g.)
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