Ruspe pronte ad abbattere il teatro da 9 miliardi di lire

La storia ultraventennale della grande incompiuta ora arriva al capolinea Nominato il progettista per cancellare la struttura ed edificare una scuola
PAGANICA. L’ultima notizia sul centro polifunzionale di Paganica, la mega-incompiuta da 9 miliardi di vecchie lire, è che il sindaco Pierluigi Biondi, con i poteri di commissario per la ricostruzione delle scuole, ha nominato il progettista che si dovrà occupare della demolizione della struttura, denominata anche “Teatro Tenda”, per far posto a un polo scolastico (infanzia, primaria e media). Per adesso si farà solo la scuola media (per la quale ci sono già i soldi), poi si vedrà. Ma quella del centro polifunzionale di Paganica è la storia di come si spreca denaro pubblico senza che nessuno sia chiamato a risponderne.
L’ORIGINE
Nel 1994, dopo una serie di sconquassi politico giudiziari, viene eletto sindaco dell’Aquila (la prima elezione diretta) Antonio Centi, ex Pci che per 4 anni guiderà una giunta di centrosinistra. Uno dei problemi più grossi che il neo primo cittadino si trova ad affrontare è quello di realizzare una discarica che L’Aquila non ha (si era passati dall’inceneritore a Onna negli anni Settanta, al deposito di rifiuti dentro il cimitero cittadino). Dopo una serie di localizzazioni bocciate si decise che il posto giusto fosse un colle fra Paganica e San Gregorio identificato sulle carte geografiche come Monte Manicola. Il 24 febbraio 1998 l’allora assessore regionale all’urbanistica e all’ambiente Stefania Pezzopane (anche lei ex Pci) così riepilogò la vicenda davanti alla commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. “Per quanto riguarda la questione dell’impianto comprensoriale di Monte Manicola”, affermò Pezzopane, “posso soltanto dire che questa localizzazione ha avuto tutti i pareri di rito, ivi compreso quello della Soprintendenza. La Regione ha seguito con molta serietà il provvedimento, fatto su proposta del Comune dell’Aquila che ha deliberato nel dicembre del 1996, quindi circa un anno e mezzo fa. La sommossa popolare si è verificata soltanto in questi ultimi frangenti in maniera così corposa. Quando si è deliberato in consiglio comunale e nelle fasi successive non era successo nulla”.
LA PROTESTA
Pezzopane fa riferimento alla protesta degli abitanti di Paganica (e paesi limitrofi) contro la discarica a Monte Manicola che scoppiò a cavallo fra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera del 1998, protesta che si andò a incrociare con la campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Nel pieno dello “scontro” elettorale il sindaco Centi, che aspirava alla rielezione, così rispose alla domanda di un giornalista sul programma del suo avversario, Biagio Tempesta, ex Msi passato a Forza Italia: “Secondo quanto ho letto Tempesta sta attingendo a piene mani dal mio programma. L’idea, ad esempio, che ha lanciato, spacciandola per nuova, di costruire un teatro tenda non è altro che il centro polifunzionale che abbiamo già appaltato a Paganica”.
LO SCAMBIO
Centi parla del teatro tenda a Paganica come “già appaltato”. All’epoca si disse che la realizzazione di quel teatro tenda fu la merce di scambio per convincere i paganichesi ad accettare la realizzazione della discarica. La progettazione del centro polifunzionale era stata avviata nel 1996, lo stesso anno in cui il consiglio comunale aveva dato il via libera all’impianto rifiuti di Monte Manicola. Si trattava di un teatro di 2.200 posti a sedere, un edificio destinato ai servizi e una piazza all’aperto di 1200 mq.
ARRIVA TEMPESTA
La protesta di Monte Manicola non fu ininfluente sulla sconfitta di Antonio Centi. A Palazzo Margherita nel giugno del 1998 si insediò Biagio Tempesta che ai paganichesi, nei giorni della protesta, aveva promesso che la discarica non si sarebbe fatta a Monte Manicola (promessa mantenuta), ma in altro luogo del comune (promessa non mantenuta). “Ho già un altro progetto in tasca”, disse il candidato poi diventato sindaco. Di quella “nuova” localizzazione negli anni della giunta Tempesta si persero le tracce e anche il Teatro tenda, nonostante fosse stato costruito, diventò il “figlio” non gradito di quella stagione politica tanto che nessuno se ne prese cura più di tanto. L’Aquila, inoltre, continua a non avere una “sua” discarica e i rifiuti vengono portati altrove.
TEMPESTA PROFETICO
In un’intervista che Tempesta concesse nel 2002 a “L’Albero”, periodico della parrocchia di Paganica, così rispose alla domanda sul destino futuro del centro polifunzionale (la frase riletta oggi appare profetica): “A Paganica c’è il dramma di questo grande monumento che rischia di diventare una voragine mangia-soldi dal momento che non risponde alle esigenze del mercato aquilano. Purtroppo la legge della continuità amministrativa ci ha obbligati a portare a termine i lavori che erano stati già intrapresi però, personalmente, ritengo che il centro sarà difficilmente utilizzabile”.
DOPO IL TERREMOTO
Dopo il 2009, anche per la mancanza di strutture pubbliche “la cattedrale nel deserto” di Paganica torna di attualità. Nei mesi dell’emergenza viene utilizzata come ricovero dei mezzi di soccorso. Nel 2012 si apre un dibattito pubblico grazie a un organismo autocostituito “Un consiglio per Paganica”. Se ne parla anche all’interno di un’altra associazione, “Salviamo Paganica”. Tante le proposte per il riutilizzo: dare tutto all’Università per un campus, farlo gestire da un ente fiera, farne un centro sportivo o un luogo per mega-concerti. Spunta anche una parola che inizialmente fu presa come una provocazione: “Demolizione”. Qualcuno infatti aveva fatto i calcoli della “serva”: la gestione sarebbe costata un occhio della testa e nessuno sarebbe stato in grado di coprire i costi e tantomeno guadagnarci.
LA RISTRUTTURAZIONE
Senza avere idee concrete sul che fare, il Comune nel 2015 accetta la donazione di quasi due milioni di euro da parte delle organizzazioni sindacali per avviare i lavori di ristrutturazione. Il 7 novembre 2015 il sindaco Massimo Cialente (centrosinistra) diffonde un comunicato stampa: “Rendo noto con soddisfazione che si è concluso il progetto di ristrutturazione del Centro Polifunzionale di Paganica, altrimenti noto come Teatro Tenda. I lavori riguardano: il rifacimento della copertura, il rifacimento delle tamponature e delle tramezzature interne; il rifacimento degli impianti e dei servizi igienici e il rafforzamento sismico. Il costo dei lavori ammonta a 2.433.000 euro. Il Comune si avvarrà della somma di 1.800.000 espressamente donata da Cgil, Cisl e Uil per la ristrutturazione del Centro polifunzionale e di un finanziamento ulteriore di 600mila euro derivante da fondi raccolti dopo il sisma e trasferiti, successivamente, su questa opera. Spero che a primavera possano partire i lavori”. Inutile dire che il cantiere non è stato mai avviato.
ARRIVA BIONDI
Nel giugno 2017 a Palazzo Margherita arriva Pierluigi Biondi (centrodestra). Il 19 ottobre 2017, in una nota dell’ufficio stampa del Comune, si legge: “L’impegno per la massima priorità alla realizzazione delle opere per il recupero del teatro tenda di Paganica è stato promesso quest’oggi dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, incontrando i rappresentanti nazionali e locali di Cgil, Cisl e Uil che hanno chiesto certezze su tempi e modalità di utilizzo della somma di 1,8 milioni raccolti dopo il sisma per i lavori al centro polifunzionale di Paganica. Fondi che, ad oggi, non sono stati ancora utilizzati. Sono state avviate le procedure per l’affidamento dell’appalto: il rischio di perdere i fondi raccolti dalle sigle sindacali già dal 2013 era concreto», ha spiegato il sindaco, «tempi rapidi e lavori fatti bene dovranno essere le parole d’ordine”.
LA DEMOLIZIONE
Ma le cose dopo meno di un anno cambiano. La parola demolizione non è più un tabù, tanto che se ne comincia a parlare pubblicamente. L’amministrazione per i beni di uso civico di Paganica e San Gregorio reagisce con veemenza e nel dicembre 2018 scrive una lettera a Biondi: “Signor sindaco, i rappresentanti di associazioni, gruppi, amministrazioni e cittadini in generale di Paganica, avendo saputo che lei, con la sua amministrazione, intende demolire il Centro polifunzionale per realizzare al suo posto un polo scolastico, vengono a dichiararle il disappunto per il modo in cui tale scelta sta passando silenziosamente sulle nostre teste, senza che la popolazione ne sappia niente. Chiediamo di stralciare dal vostro progetto lo stabile circolare che doveva essere adibito a teatro-tenda, che noi invece vogliamo riconvertire a sala civica, atta a ospitare assemblee pubbliche, mercato coperto, fiera di Paganica Ognissanti e festività in generale. La rimanente area sarebbe comunque sufficiente a realizzare più di un polo scolastico. Quindi la invitiamo al più presto a presenziare a un’assemblea cittadina al riguardo, a lei la scelta della data e l’ora”.
SOLDI AL VENTO
Non risulta ci siano state, in tempi recenti, assemblee sull’argomento. Ora si va verso la demolizione totale motivata sia dalla necessità di realizzare il polo scolastico e sia perché la gestione del teatro tenda (fatti altri e più precisi conti) non sarebbe stata sostenibile né da un ente pubblico né da privati. I nove miliardi di vecchie lire spesi nel 1998 volano via giulivi trasportati dal vento dell’allegra politica.
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