Santa Chiara, avvio entro l’estate del cantiere lumaca

La chiesa dei frati Cappuccini è chiusa ormai da 12 anni Ultimi intoppi burocratici da superare prima dell’appalto
L’AQUILA. Avviare il cantiere entro l’estate per restituire alla città un altro dei suoi tanti luoghi del cuore: la chiesa di Santa Chiara, annessa all’omonimo convento. Il complesso che domina dall’alto la fonte della Rivera, meglio nota col nome di 99 Cannelle, ha oggi un duplice volto. Il monastero, detto “de Aquila” o “de Acculis” (da cui il nome della città), consacrato da Oderisio, vescovo di Forcona (oggi Civita di Bagno), nel 1193, è tornato all’antico splendore dopo un attento restauro concluso già da qualche anno. Un lavoro molto apprezzato anche a livello nazionale, tanto che dalla scorsa estate il convento è diventato la nuova sede della Provincia Serafica “Immacolata Concezione” dei Frati minori Cappuccini che comprende le antiche province d’Abruzzo, Lazio e Umbria, sotto la guida del giovane ministro Matteo Siro. Intanto, proprio a fianco del restaurato convento, la chiesa di Santa Chiara, dopo un primo intervento di puntellamento e alcuni lavori nella zona della cantoria, nel retro facciata, aspetta da anni l’inizio del secondo lotto di opere, quello più sostanziale, che interesserà tutta l’aula. I lavori, che dovrebbero partire nei prossimi mesi, verranno curati dal Segretariato regionale ai beni culturali, guidato da Nicola Macrì, come stazione appaltante.
IL PROGETTO. «La progettazione è in fase avanzata», assicura il responsabile unico del procedimento e direttore dei lavori, l’architetto Augusto Ciciotti. «Stiamo sciogliendo l’ultimo nodo prima di poter dare il via alla gara d’appalto». I tecnici, infatti, stanno verificando la necessità o meno di presentare una nuova richiesta di autorizzazione sismica al Genio civile. «Stiamo verificando la normativa tecnica», precisa Ciciotti. «In realtà esiste già un’autorizzazione sismica e stiamo verificando se può coprire la tipologia di interventi che stiamo per iniziare». Una volta sciolto il nodo, si potrà dunque procedere con la gara per l’avvio dei lavori. «Tra maggio e giugno contiamo di avviare la gara», spiega Ciciotti. Una tempistica che potrebbe essere più stringente qualora non fosse necessario il passaggio del progetto al Genio civile.
I FONDI. D’altra parte i finanziamenti per il secondo lotto di lavori per il restauro della chiesa sono già stati stanziati e derivano da due canali diversi: il Fondo di sviluppo e coesione 2014–2020, denominato “Patto per il Sud”, gestito dalla Regione Abruzzo ha messo a disposizione un importo di 200mila euro, mente la delibera Cipe 112 ha predisposto per la chiesa un totale di 700mila euro. «Si tratta di importi lordi», precisa Ciciotti, «che si traducono, al netto, in un totale di circa 650mila euro di lavori».
I DANNI. «La chiesa di Santa Chiara all’esterno non è stata molto danneggiata», spiega il direttore dei lavori, «mentre all’interno, eccezion fatta per una piccola porzione su cui è stato fatto un piccolo intervento, le murature sono tutte puntellate. Vaste porzioni della volta sono crollate ed è rimasta puntellata una piccola parte».
I LAVORI. Con i fondi a disposizione si porteranno a termine tutti gli interventi architettonici e strutturali necessari, ma non è certo che il lavoro possa essere perfettamente completato. «Faremo tutto il possibile per cercare di rientrare nelle cifre con tutti gli interventi necessari», prosegue l’architetto, «ma non escludiamo la possibilità che restino fuori alcuni interventi sulle decorazioni e sugli arredi». Interventi che, in ogni caso, non impedirebbero la riapertura al pubblico del luogo di culto caro a tante generazioni di aquilani. «Ci auguriamo di riuscire ad avviare le opere in estate», conclude Ciciotti. «Si tratta di un monumento su cui ci stiamo impegnando molto, perché conosciamo la sua importanza per la città». La storia della chiesa, infatti, ha radici molto profonde, che risalgono al pellegrinaggio di San Francesco d’Assisi e Santa Chiara in Italia, nel XIII secolo.
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