Scanno, pescato un luccio di oltre 17 chili

13 Ottobre 2019

Cattura da record nel lago per un giovane operaio di Sulmona: pesce fotografato e subito liberato

SCANNO. Per riuscire a tirarlo fuori dal lago ha dovuto faticare non poco. Giusto il tempo di scattare una foto per poi farlo scivolare dalla barca e vederlo immergersi di nuovo nelle acque del lago. Un luccio da 105 centimetri che supera i 17 chili ha avuto la sfortuna di incontrare un giovane di Sulmona che i pesci prima li pesca e poi li rimette nelle acque del lago o del fiume. Si chiama pesca “no kill” o “catch and release” quella che è diventata la passione di tanti giovani pescatori. Uno di questi è Alessandro Caputo, 28 anni, dipendente della ex Campari ora Refresco, la fabbrica di Sulmona che imbottiglia bibite e acqua minerale.
Una filosofia di pesca che si è diffusa da alcuni anni, praticata soprattutto dai giovani: consiste nel rilasciare il pescato immediatamente dopo la cattura procurandogli meno danni possibile. Al pescatore resta una foto e l’emozione vissuta, al pesce la liberà di tornarsene in acqua. Così fa sempre Alessandro, da dieci anni appassionato insieme al suo inseparabile amico Raffaele, anche lui di Sulmona, della pesca “no kill”. «Una passione, uno sfogo, che mi allontana dalla frenesia» spiega Alessandro, «un modo per staccare la spina. Siamo quasi sempre in due, io e Raffaele. Ci giriamo vari laghi del centro Italia e altri piccoli specchi d’acqua d’Abruzzo che ospitano il luccio». Alessandro rivela che preferisce pescare questo tipo di pesce «perché è un predatore e pescarlo è più complicato e quando ci riesci c’è più soddisfazione». (c.l.)
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