«Scelte più audaci per battere la crisi»

Confesercenti lancia una nuova cultura d’impresa con contaminazioni tra tradizione e innovazione
SULMONA. Cultura di impresa, scelte audaci e contaminazioni tra tradizione e innovazione. Questa la ricetta anticrisi della Confesercenti, che lancia una proposta in occasione del nuovo anno. Un approccio diverso, dunque, da seguire per questo 2019 per invertire la rotta e tornare a crescere e a dettare tendenze e mode. «Tutti i soggetti pubblici e privati debbono valutare un periodo di transizione che favorisca un cambiamento graduale», sollecita Pietro Leonarduzzi, della presidenza di Confesercenti Abruzzo. «Va messa in campo una grande capacità di ascolto dello specifico contesto culturale della micro, piccola e media impresa, rispettando il ruolo e la personalità dell’imprenditore».
Per questo, secondo la Confesercenti, «è necessario orientarsi al nuovo, con un atteggiamento ibrido in bilanciamento con la tradizione aziendale locale per proporre obiettivi intermedi, avviando percorsi di cambiamento che combinino efficienza ed efficacia. Il tutto favorendo la trasformazione dei tradizionali e spesso poco proficui schemi organizzativi territoriali, assecondando le esigenze dell’organizzazione di impresa e favorendo processi di collaborazione interfunzionali».
«Bisogna avere coraggio», ha aggiunto Angelo Pellegrino, direttore di Fiesa regionale. «Non ci si può esimere dalla ricerca di idee creative e approcci audaci, secondo un rischio sostenibile, promuovendo e sostenendo idee innovative». Per la Confesercenti è importante che nel 2019 siano colte le grandi opportunità del Paese, calibrandole, però, nel cambio di passo necessario, con le peculiarità di cultura organizzativa e imprenditoriale del territorio.
«Se si riuscisse a compiere queste azioni anche con gradualità», concludono i vertici della Confesercenti, «ma con attenzione ai primi risultati immediatamente praticabili, si potrebbe ottenere la tanta auspicata fiducia nel mercato locale, attirando nuovi investimenti e creando posti di lavoro. Il tutto cercando di mantenere la rotta sull’innovazione e sugli obiettivi di lungo termine per ridare competitività a un territorio che merita di essere protagonista nel panorama regionale e nazionale. Per questo occorrono scelte coraggiose, solo così si potrà salvare il territorio del Centro Abruzzo da un infausto declino, ripartendo però da investimenti studiati e da un’attenta gestione degli enti locali». (f.p.)
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