Schipani: «Premiata la nostra battaglia per salvare il Sangro»

20 Dicembre 2016

Scontrone tra i sette Comuni virtuosi in campo ambientale Il sindaco: giusta l’opera di decementificazione del fiume

SCONTRONE. «È un riconoscimento nazionale molto gradito che non premia me e la mia giunta ma soprattutto i lavori di decementificazione del fiume Sangro». Commenta così il sindaco Ileana Schipani l’inserimento di Scontrone tra i sette Comuni più virtuosi d’Italia in campo ambientale. Il prestigioso riconoscimento è arrivato a Parma, in occasione della decima edizione del premio “Comuni Virtuosi”, che ogni anno esalta le buone pratiche adottate in campo ecologico.

«È un riconoscimento», aggiunge Schipani, «che ci conferma di essere sulla strada giusta e soprattutto che dimostra come anche un piccolo Comune come Scontrone possa distinguersi e diventare addirittura un esempio a livello nazionale nello sviluppo di pratiche attente alla cura del territorio e al recupero delle sue risorse naturali». L’associazione nazionale dei Comuni Virtuosi, nata nel 2005, è una rete che riunisce 92 enti locali che si distinguono per la gestione del territorio. Trecento erano stati i progetti candidati nelle cinque categorie previste dal bando scaduto a fine ottobre; ottantadue, invece, i Comuni approdati alla fase finale. In particolare, unico Comune del centro-sud ad essere premiato, il piccolo borgo dell’Alto Sangro è risultato vincitore nella categoria “gestione del territorio” per le opere di riqualificazione avviate lungo le sponde del fiume Sangro. «Con il progetto di rinaturalizzazione delle sponde del Sangro», si legge nella motivazione della giuria composta da docenti universitari, studiosi e giornalisti, «il Comune di Scontrone dimostra come sia possibile, utile e necessaria una politica di cura del territorio, nell’ottica di una prevenzione finalizzata alla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico a cui buona parte delle popolazioni locali è sottoposto». Una battaglia vinta dal sindaco di Scontrone e dal territorio che rappresenta, ma molto c’è ancora da fare per salvare il patrimonio fluviale nazionale e regionale.

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