Scontro sui fondi alle imprese gestiti da Confindustria

L’AQUILA. Si inasprisce la vicenda dei fondi Qip, destinati a nuove iniziative imprenditoriali nei comuni del cratere sismico, più noti come fondi Ocse, gestiti da Confindustria. Dopo la denuncia...
L’AQUILA. Si inasprisce la vicenda dei fondi Qip, destinati a nuove iniziative imprenditoriali nei comuni del cratere sismico, più noti come fondi Ocse, gestiti da Confindustria.
Dopo la denuncia dell’ex consigliere dell’associazione Maria Paola Iannella, che aveva avanzato dubbi sui metodi di attribuzione delle risorse, interviene il Comitato Abruzzo nazionale, rivendicando legittimità e trasparenza nelle assegnazioni e annunciando possibili azioni legali a tutela del proprio operato. Il botta e risposta non si placa: l’imprenditrice, che afferma di essere stata espulsa da Confindustria dopo la sua richiesta di chiarimenti, sollecita la nomina di un nuovo direttore a capo degli industriali, sottolineando il silenzio della presidenza dell’ente, ma anche dei sindacati. «I fatti degli ultimi mesi», afferma Maria Paola Iannella, «scoprono agli occhi di tutti vicende che mettono in seria difficoltà la città e gli imprenditori. Da questo si evince una sola cosa: la necessità di procedere subito alla nomina di un direttore all’altezza delle sfide che attendono L’Aquila, città massacrata dall’ignavia e dagli interessi di pochissimi. Un direttore che sia anche superiore agli imprenditori che rappresenta, capace di dare loro indirizzi e linee guida fatte di azioni e certezze: bando e selezione per meriti e competenze, come da tradizione storicizzata da parte di una Confindustria che non ha fatto mai parlare male di sé e che non ha mai dovuto invocare l’ignoto. Non ci servono cartomanti e fattucchiere, ma programmi ed esempi di buone prassi».
Tutto in regola, per il Comitato Abruzzo nazionale, che ieri ha replicato con una nota: «Il gruppo di valutazione incaricato dal Comitato Abruzzo nazionale, che ha esaminato l’intera documentazione dei Qip ricevuti nelle scadenze previste dal bando, ha operato solo e unicamente sotto la supervisione del responsabile del servizio Helpdesk del Comitato, autonomo e non dipendente dal Comitato di promozione del “fondo di intervento” (presieduto da Fabio Spinosa Pingue e costituito dalle organizzazioni locali di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) il quale non ha avuto alcun ruolo, né parte nelle scelte dei progetti e nell’attribuzione dei finanziamenti Qip. Tale procedura è la stessa applicata in passato per la selezione e la gestione degli otto grandi progetti i cui stati di avanzamento, attività realizzate e importi spesi/impegnati sono da sempre aggiornati in tempo reale e accessibili a tutti nelle pagine del nostro sito web. La scelta dei progetti Qip finanziati è stata sottoposta a criteri oggettivi pubblicati nell’avviso del bando e nelle procedure di selezione».
Il comitato chiarisce anche i parametri utilizzati per l’assegnazione dei fondi: «La valutazione si è basata solo e unicamente su criteri di merito riconducibili all’analisi dell’idea imprenditoriale, alla descrizione degli obiettivi, dei risultati attesi, delle attività, alle sinergie con altre iniziative e finanziamenti (in primis quelle finanziate dal Comitato Abruzzo nazionale), alla definizione di imprevisti, rischi e sostenibilità, all’uso di e-commerce e tecnologia. Nessun progetto è stato approvato (o escluso) sulla base di criteri soggettivi del proponente o motivazioni diverse da quelle previste dalla procedura pubblicata dal bando.
Le graduatorie dei progetti approvati e finanziati sono state immediatamente pubblicate sul nostro sito web e accompagnate da eventi pubblici e comunicati stampa. Risulta invece tuttora potenzialmente finanziabile», conclude la nota, «il resto dei Qip ricevuti nel caso in cui si manifestassero nuove fonti di finanziamento utilizzabili».
Romana Scopano
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