Scoppito, sequestro di terreni e abitazioni

12 Marzo 2020

La Procura di Roma indaga per bancarotta su una società che ospitò i terremotati. Ci sono 17 sospettati

L’AQUILA. Il Nucleo speciale di Polizia valutaria della guardia di Finanza ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica della Capitale, per un valore complessivo di oltre 3,3, milioni di euro nei confronti di 17 indagati.
Sono state sottoposte a sequestro quote societarie, disponibilità finanziarie nonché immobili e terreni - che si trovano nelle province di Roma, Lucca, L’Aquila e Latina – che erano stati acquisiti con le risorse distratte dal patrimonio di due società fallite.
I reati contestati sono di bancarotta fraudolenta aggravata, ai danni di due società dichiarate fallite dal Tribunale di Roma, rispettivamente nel novembre 2016 e nel marzo 2017.
Una di queste aveva visto decuplicare i propri ricavi d’esercizio a partire dalla primavera del 2009 in virtù dell’ospitalità offerta alle popolazioni colpite dal terremoto utilizzando alcuni immobili situati a Collettara una frazione di Scoppito a pochi chilometri dal capoluogo di regione.
Nel corso delle indagini sono state scoperte frodi fiscali e molteplici episodi di distrazione di beni delle società fallite a scopi personali, portati avanti dall’amministratore di fatto con la fattiva collaborazione, tra gli altri, di diversi prestanome e del suo commercialista.
Quota parte delle risorse distratte in modo illecito dal patrimonio aziendale sono state utilizzate per acquistare per utilità personali anche un appartamento e terreni a Forte dei Marmi (Lucca) nonché una villa a Terracina (Latina).
In una nota la guardia di Finanza sottolinea come anche in questa vicenda la ricostruzione dei flussi finanziari sia stata determinante, «anche perché agevolata dal supporto informativo contenuto in alcune segnalazioni di operazioni sospette pervenute al Nucleo valutario per fini di prevenzione antiriciclaggio».
Si tratta di un’inchiesta che parte da lontano bel tempo visto che si è trattato di fare una serie di accertamenti molto complessi anche a fronte degli indagati che sono ben 17 in seguito alla notifica del decreto di sequestro disposto dalla magistratura romana.
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