Scossa a Capitignano, torna la paura

Dopo il 4,4 Richter gente in strada nell’Alta Valle dell’Aterno. In tanti dormono fuori casa nelle strutture attrezzate
L’AQUILA. Una scossa di di magnitudo 4,4 ha colpito ieri la zona tra Capitignano e Montereale. L’evento sismico è avvenuto alle 17,14, con epicentro localizzato dall’Ingv a 14 chilometri di profondità, a due chilometri da Capitignano e 22 chilometri a Nord-Ovest dall’Aquila. Gli altri Comuni a meno di 10 chilometri dall’epicentro sono Campotosto, Barete e Cagnano Amiterno. La scossa è stata seguita da una serie di repliche, almeno una decina, di magnitudo inferiore. La faglia interessata sembra essere posta più a Sud rispetto a quelle dei recenti sismi distruttivi di Amatrice e di Norcia. Dalle prime stime potrebbe trattarsi della faglia del monte Gorzano, nei Monti della Laga. Non c’è nessuna possibilità, dicono i tecnici, di capire se si tratti di una scossa premonitrice, o di un movimento indotto dalla sequenza sismica ancora in corso tra Amatrice e Norcia.
«Sappiamo che il nostro territorio è molto pericoloso», ha dichiarato il sindaco di Capitignano Maurizio Pelosi. «Anche se dalle verifiche che abbiamo effettuato non sono stati rilevati danni, abbiamo attrezzato ricoveri antisismici per chi desidera dormire fuori della propria casa. La paura è tanta». Nell’area in molti continuano a dormire in macchina o nelle tende attrezzate da Comune e Protezione civile. Sia il sindaco di Capitignano che quello di Montereale Massimiliano Giorgi sollecitano però la Regione a mettere in pratica quello che maggioranza e opposizione avevano deliberato in consiglio regionale, cioè inviare nel territorio strutture antisismiche che possano essere usate come riparo in queste fasi. Montereale e Capitignano sono a ridosso dell’area colpita dalla gravissima sequenza sismica che ha interessato prima Amatrice e poi Norcia. Un evento che ha emesso circa 4 volte l’energia della scossa che aveva distrutto L’Aquila nel 2009.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

