Scuola in cinque sedi Ultimatum dei ragazzi: «Tempo scaduto»

18 Aprile 2018

A più di un anno dalla prima protesta soluzione lontana «Studenti, restiamo uniti. Enti e città, non ci abbandonate»

L’AQUILA. Studenti senza sede e istituzioni assenti.
È passato più di un anno dalla prima protesta organizzata dagli studenti del Convitto “Domenico Cotugno” per riottenere una sede scolastica sicura. Ora, ad aprile 2018, gli studenti non sembrano poter vedere più all’orizzonte una possibile soluzione alla “questione Cotugno”.
Ad alimentare la precarietà della situazione gioca un ruolo chiave, in particolare, il susseguirsi di soluzioni tampone, che minacciano di diventare definitive.
Gli alunni del “Cotugno”, infatti, in tutti questi mesi sono stati costretti a soluzioni di compromesso, facendo addirittura lezione in spazi non scolastici.
Nonostante le condizioni assurde, che hanno costretto gli studenti ad accettare di tutto pur di fare scuola, per colpa di istituzioni che appaiono sempre più disinteressate alle necessità degli studenti, il “Cotugno” si ritrova ad oggi diviso in ben cinque sedi tra Pettino e Colle Sapone.
L’Aquila è una città di studenti, ma lo Stato sembra dimenticarlo e ignora gli appelli lanciati a gran voce dalla scuola che non vuole arrendersi e che non vuole perdere la propria identità.
L’ultimo grido per smuovere una situazione bloccata giunge, appena poche settimane fa, dalla preside Serenella Ottaviano che esorta il presidente della Provincia, la dirigente del settore edilizia scolastica e pubblica, il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente della Regione Abruzzo e il prefetto dell’Aquila ad attuare un progetto di adeguamento della sede di Pettino con parole decise: «Si invitano le istituzioni ad avviare un dialogo costruttivo e collaborativo e, soprattutto, a farsi parte attiva – ciascuno per le proprie competenze – presso gli enti di riferimento, affinché la situazione venga risolta al più presto, stante la pubblica utilità dell’opera che riguarda una struttura di primaria importanza per la città. Il Convitto “Domenico Cotugno” con i Licei annessi è parte della storia di questa città. È lustro e vanto di questa città. Ha dimostrato, in questi sette mesi, di avere un grande senso di appartenenza, una pazienza infinita, una straordinaria comprensione dei disagi e delle emergenze, una disponibilità unica all’accoglienza. Ha fatto quanto di suo dovere e lo rivendica fermamente!
È giunto il momento del riconoscimento, irrimandabile, di quanto è doveroso nei confronti di questa comunità educante e il rispetto e la garanzia di diritti basilari».
Malgrado le mille scomodità, alunni, docenti e personale Ata hanno sempre rispettato i propri doveri vedendo, però, i propri diritti continuamente violati e calpestati.
Il Convitto “Domenico Cotugno”, tuttavia, non si è arreso e protestando ha portato avanti le proprie ragioni che sono state ignorate, causando così la rabbia e il disappunto della preside e di tutto l’Istituto.
L’ultima delusione arriva alla mancata partenza dei lavori per il mese di marzo 2018, appena trascorso, che avrebbero dovuto mettere in sicurezza i corpi E ed F dell’edificio, così da permettere finalmente il rientro nella sede di Pettino; lavori, che stando agli ultimi aggiornamenti dovrebbero iniziare quest’estate.
Anche in questo caso, studenti e docenti dell’Istituto sono scettici e già si prefigura un possibile piano B.
Secondo alcune fonti, infatti, il Modulo provvisorio delle Micarelli potrebbe essere messo a disposizione per ospitare alcune classi del Convitto il prossimo anno scolastico.
In questo clima di confusione gli studenti si sentono presi in giro e i rappresentanti d’istituto lanciano un appello deciso: «Studenti siate uniti e non vi abituate, pensate al futuro! Comune, Provincia, Regione e Città non ci abbandonate».
Alessia Rufini
Alessio Pelaccia
Ilaria Santilli
Valentina Arnone
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