Scuole, il giallo della deroga

18 Febbraio 2017

Anno scolastico da salvare, il ministero lascia aperto uno spiraglio ma non decide

L’AQUILA. «Ci aspettiamo le scuse da parte dello Stato». È infuriato il sindaco Massimo Cialente, al termine dell’intervista rilasciata ieri mattina a Radio1 nel corso della trasmissione “La radio ne parla”, che si è occupata di edilizia scolastica nelle zone colpite da terremoto. Il primo cittadino si dice indignato per due motivi: da una parte la posizione della Commissione Grandi rischi che ha parlato della possibilità di future scosse «di alta magnitudo, 6-7, nelle zone dell’Aquilano al confine con il Lazio», dall’altra per il decreto che valida l’anno scolastico anche con meno di 200 giorni di attività didattiche, che al momento sembra tagliare fuori la città dell’Aquila, facendo riferimento esclusivamente cratere 2016, come confermato ieri nella stessa trasmissione dal sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo.

LE DOMANDE. Ad aprire il dibattito in radio Massimo Prosperococco, rappresentante del comitato Scuole sicure, nato da qualche giorno. Dopo aver riassunto la situazione del capoluogo abruzzese a livello di edilizia scolastica, Prosperococco ha posto qualche interrogativo: «Tutte le scuole hanno un indice di vulnerabilità molto basso, inferiore a 0,5. Il Cotugno è stato chiuso, ma la situazione degli altri edifici non è migliore» ha spiegato. «Intanto L’Aquila è divisa tra ragazzi che vanno a scuola la mattina e ragazzi che vanno il pomeriggio: si crea evidentemente un problema sociale. Gli studenti, i genitori, i professori hanno bisogno di sapere per quanto tempo andrà avanti questa situazione. Che fine faranno i ragazzi del Cotugno una volta che si saprà qual è la condizione dell’edificio di Pettino? Sarà valido l’anno scolastico con meno di 200 giorni di lezione»? Poche, a dire la verità, le risposte.

COTUGNO. Qualche indicazione l’ha data il primo cittadino riguardo al problema della sede del Cotugno: «Abbiamo bisogno di 15/20 giorni dopodiché i gruppi di ingegneri cui affideremo i lavori, nel giro di un paio di mesi, potranno darci delle indicazioni chiare e poi decideremo che fare». Su queste ultime, tuttavia, il sindaco non si è sbilanciato.

200 GIORNI. Sulla questione della deroga ai 200 giorni è intervenuto il sottosegretario all’Istruzione, in modo piuttosto “sibillino”. «C’è già un’operazione in corso per tutti Comuni del cratere che sono in condizioni di attivare la deroga», ha spiegato nel suo intervento. «Ci sono altri casi più specifici, come per esempio quello dell’Aquila, che possono essere comunque valutati con grande attenzione. Non siamo nell’area del cratere. Ci sono meccanismi per salvare l’anno scolastico, tra cui vorrei citare un’ordinanza del 2012, che consente di valutare caso per caso le situazioni in presenza di fenomeni esterni, imponderabili, che creano condizioni di difficoltà e non consentono la frequenza ai ragazzi. Sono convinto che valuteremo con grande attenzione e grande collaborazione questo argomento insieme alla scuola dell’Aquila».

L’IRA DI CIALENTE. Parole che non sono piaciute al primo cittadino. «Sono indignato per il fatto che il sottosegretario parli ancora del cratere», ha continuato. «Il problema principale è stato il comunicato della Commissione Grandi rischi che ha gettato la città nel panico e ha creato un gravissimo danno di immagine all’Aquila. Adesso il problema deve risolverlo il governo e chiederci scusa per quanto accaduto».

SILVERI. Intanto, sulla vicenda dell’agibilità della sede del Cotugno, interviene Giancarlo Silveri, promotore del movimento “Riscatto Popolare” in vista del prossimo voto amministrativo nel capoluogo di regione: «Si assiste ad azioni istituzionali e amministrative che sono un chiaro sintomo di incapacità politica e gestionale, molto preoccupanti se pensiamo che siamo a pochi mesi dalle elezioni comunali».

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