«Se non avessi ritirato il progetto il cantiere non sarebbe partito»
«Se non avessi ritirato il progetto, avremmo perso il cofinanziamento europeo e il cantiere per la nuova seggiovia non sarebbe partito». L’ex amministratore unico del Ctgs Fulvio Giuliani replica...
«Se non avessi ritirato il progetto, avremmo perso il cofinanziamento europeo e il cantiere per la nuova seggiovia non sarebbe partito». L’ex amministratore unico del Ctgs Fulvio Giuliani replica alle accuse e contrattacca: «L’atteggiamento delle due associazioni, fatto anche di disinformazione, si sta rivelando solo dannoso per lo sviluppo del Gran Sasso. Si fanno forti della petizione popolare, ma in realtà hanno raccolto solo 5.600 firme, il 90% degli aquilani non l’ha condivisa». Giuliani, ora sostituito dal dirigente Domenico de Nardis, racconta la sua versione: «Sono arrivato al Ctgs a fine novembre del 2015 e il 3 dicembre, dato che il comitato Via avrebbe rigettato le soluzioni alternative, la cosiddetta terza via, in quanto il nuovo tracciato non era consentito per problemi legati al vento, ho ritirato il progetto: i 2,5 milioni stanziati dall’Europa potevano essere salvati solo se impegnati entro il 2015. Vorrei precisare che il resto del finanziamento era di 4 milioni e 570mila euro, per un totale di poco più di 7 milioni e che il progetto non è stato ritirato prima che andasse in commissione, ma prima che la commissione emettesse il parere. Il comitato Via ci dava la possibilità di costruire l’impianto sul vecchio tracciato, abbiamo adottato una procedura d’urgenza, suffragata dal parere di un giurista, e aperto le buste della gara. La commissione di valutazione ha lavorato sotto Natale, i due raggruppamenti partecipanti avevano sottoscritto l’impegno ad accettare l’esito della valutazione e l’appalto è stato aggiudicato all’Ati Leiter-Toninelli. Siamo così riusciti, la mattina del 31 dicembre 2015, a fare la comunicazione alla Regione e a salvare i fondi».
Sulla questione dei Sal, Giuliani precisa che «l’amministrazione del Centro turistico Gran Sasso non c’entra nulla. L’anticipo del 10% all’Ati è stato pagato con fondi Cipe, nell’ultimo incontro in Comune è stato stabilito che l’impresa avrebbe richiesto il pagamento di 3 Sal tutti insieme. Poi sono stato sollevato dall’incarico». (r.s.)
Sulla questione dei Sal, Giuliani precisa che «l’amministrazione del Centro turistico Gran Sasso non c’entra nulla. L’anticipo del 10% all’Ati è stato pagato con fondi Cipe, nell’ultimo incontro in Comune è stato stabilito che l’impresa avrebbe richiesto il pagamento di 3 Sal tutti insieme. Poi sono stato sollevato dall’incarico». (r.s.)

