Sede unica comunale Di Stefano infuriato: «Si mistifica la realtà»
L’assessore: nessuno svuotamento del centro storico Cialente: piuttosto la Regione dia qualche risposta
L’AQUILA. Palazzo Margherita tornerà alla sua naturale funzione di rappresentanza, la Soprintendenza è già rientrata in centro storico (a Sant’Amico) e in futuro andrà all’ex distretto militare insieme a una serie di altri uffici e servizi. Poi ci sono gli uffici del Mibact, l’avvocatura dello Stato, il Provveditorato alle Opere pubbliche, la Corte dei Conti, la Regione, il Consiglio regionale (con la presidenza in piazza Santa Giusta). E ancora Inps, Inail, Agenzia delle Entrate: tutte sedi istituzionali o uffici pubblici che sono già tornati in centro, oppure ci rientreranno presto. Il dibattito sulla “fuga” degli uffici dal cuore della città, nato all’indomani della notizia del lancio di un bando di concorso internazionale per la progettazione della nuova sede del Comune tra via Carabba e via XXV Aprile (ex auoparco comunale) «non ha ragionedi esistere». Con una tabella ricognitiva su dov’erano prima del sisma e dove andranno sedi istituzionali e uffici pubblici, l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, ha risposto a coloro che nei giorni scorsi hanno bocciato l’idea di una sede comunale alle porte della città. Il nuovo “polo” comunale che andrà a ridosso delle mura cittadine non sarà che una sede dei servizi al cittadino, mentre quella istituzionale con la Ragioneria, la funzione culturale e turistica e il consiglio comunale saranno raccolti a palazzo Margherita. La bocciatura arriva da coloro che, in sostanza, «non ricordano che esiste un Piano di ricostruzione, votato dal Consiglio regionale nel 2012, in cui sono riportati i progetti strategici per la città che verrà», ha spiegato Di Stefano, «tra cui il Polo universitario all’ex San Salvatore, il disegno di viale della Croce Rossa con il parco urbano a ridosso delle mura e un parcheggio da 400 posti collegato a piazza San Basilio. Oltre tutto questo, anche la sede comunale all’ex Autoparco, in raccordo col polo direzionale del Tribunale». Per questo, chi parla di svuotamento del centro storico (contro l’idea di sede unica si sono espressi alcuni sindacati, i commercianti e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci), per Di Stefano «sta mistificando la realtà». «La nuova sede dei servizi nascerà tra 10 anni, questa è una polemica preventiva», ha aggiunto. Come a dire: speculativa, magari pensando a future elezioni. «Bisogna guardare al futuro: qual è il nostro disegno di città? Se si vuole pedonalizzare il centro a maggior ragione occorre uno spazio più funzionale per i servizi, per rendere più facile la vita ai cittadini. Si pensi, piuttosto, ad avviare delle politiche per rivitalizzare il centro e sostenere le attività commerciali. A tale scopo auspico che il bando regionale “Fare Centro” veda presto la luce». Un concetto ribadito anche dal sindaco Massimo Cialente, che sollecita altri enti «a darsi da fare». In prima battuta proprio la Regione, rappresentata da Pietrucci come consigliere del Pd: «Chiedo alla Regione di dare risposte su alcune sedi che potrebbero tornare in centro e, soprattutto, a dare vita ad alcune decisioni imprenditoriali». Altra stoccata a Pietrucci, che ha chiesto al consiglio comunale di astenersi dall’assumere decisioni importanti in questi ultimi mesi di legislatura: «Riflessione estemporanea», chiosa Cialente, «tanto vale a dire di rimanere fino a maggio solo per l’ordinaria amministrazione».
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