segnalazioni e interventi

6 Febbraio 2015

l’aquila capoluogo La posizione di Lelio De Santis Assistiamo increduli, da giorni, a uno scontro campanilistico assurdo tra diversi e illustri rappresentanti di enti, istituzioni e associazioni...

l’aquila capoluogo

La posizione

di Lelio De Santis

Assistiamo increduli, da giorni, a uno scontro campanilistico assurdo tra diversi e illustri rappresentanti di enti, istituzioni e associazioni imprenditoriali, cosa che dimostra che la frattura, determinatasi, in quel lontano febbraio 1971, tra Pescara e L’Aquila non è stata mai sanata. Mentre si parla di riassetto istituzionale, con la creazione di macroregioni, che modificherà anche le attuali relazioni sociali ed economiche, noi abruzzesi siamo alle prese con le dispute da pollaio per affermare centralità improbabili e primati del nulla, come targhette da appendere su un abito strappato.

L’Abruzzo è una regione debole, ma con tante potenzialità inespresse, che non sa darsi ancora un modello di sviluppo possibile e che non sa dare risposte concrete alle esigenze dei diversi territori, perché è prigioniera della miopia di un municipalismo ottocentesco che non conosce la dimensione regionale e il valore della coesione sociale. Le differenze territoriali e le diversità culturali debbono diventare un valore aggiuntivo dello sviluppo di una regione che, o marcia unita e progetta insieme, oppure scompare. In quel momento le ragioni della città dell’Aquila o le ragioni della città di Pescara non conteranno nulla. La città dell’Aquila vive una situazione difficile, dalla quale uscirà da sola, confidando soprattutto sulla forza della sua gente e sulla determinazione della sua classe dirigente che, in silenzio e con coraggio, si è rimboccata le maniche, senza chiedere più del necessario. La città di Pescara ha una sua forza economica e una sua prospettiva di crescita che può produrre effetti positivi all’intero territorio regionale, purché stia dentro una visione complessiva e interdipendente, non in contrapposizione con il capoluogo di regione. La nuova stagione politica, avviata con il governo D’Alfonso, deve dare i segnali opportuni di cambiamento di strategia politica, con una proposta di sviluppo socio-economico che valorizzi le diversità e che includa i territori.

Credo, infine, che questa disputa, portata avanti anche con argomenti strumentali e con toni sguaiati, stia tutta dentro il ceto politico e non interessi affatto i cittadini abruzzesi, che si aspettano solo di vedere una classe dirigente, politica e imprenditoriale, impegnata a creare posti di lavoro, servizi sociali adeguati e condizioni di vita migliori, dalle città più grandi ai paesi più piccoli. Ognuno di noi, investito di una responsabilità pubblica, deve rispondere a queste aspettative e non ai desideri di primati politici o territoriali effimeri.

Lelio De Santis

assessore comunale L’Aquila

visita di salvini

Ora serve una nuova

classe dirigente

Il diluvio e l’assalto dei giornalisti locali che ponevano quesiti nazionali non mi hanno dato modo di colmare parte dei miei dubbi sulla sua linea politica di Matteo Salvini (Lega) per il Centro- Sud. Positiva di certo la sua visita per la preziosa visibilità che riceverà la nostra città, niente di più.

Politicamente rilevante è stata la presenza di numerosi militanti e simpatizzanti di Forza Italia che hanno partecipato all’evento in veste di «sostenitori», fatto sicuramente riconducibile alle vicende politiche nazionali che stiamo attraversando e purtroppo subendo. Salvini non è il nostro leader, è un ottimo leader di un prezioso partito alleato al quale vanno riconosciuti tutti i meriti dell’espansione della Lega anche in piano nazionale.

Forza Italia è un partito con 20 anni di storia, originata da un ideale «liberale nazionale», ricco di esponenti di spicco nazionale e internazionale (Franco Frattini ex ministro degli Esteri per dirne uno), guidato da un grande leader Silvio Berlusconi ma che ormai è impossibilitato a esercitare indipendentemente le sue funzioni.

Le guerre giudiziarie lo hanno prima messo in un angolo e ora sono usate come arma di ricatto/baratto dal partito di maggioranza (vedi «pacco» del Nazareno) a discapito dell’intero Partito.

È impossibile negare che oggi in Forza Italia occorra una ricerca di se stessi che porti alla luce una nuova classe dirigente e una maggiore apertura alla società civile, la stessa che ci ha fatto nascere e vincere, ma questa è una banale analisi di un giovane imprenditore che crede e difende l’ideale Forza Italia.

Roberto Jr Silveri

Presidente del Club Forza Silvio

Giuseppe Ungaretti L’Aquila