Sel: basta coi manovratori o lasceremo la maggioranza

10 Febbraio 2016

SULMONA. «Se vi saranno le condizioni politiche e programmatiche per restare in maggioranza nell’interesse della città, noi ci saremo, diversamente diciamo chiaramente che Sel passerà all’opposizione...

SULMONA. «Se vi saranno le condizioni politiche e programmatiche per restare in maggioranza nell’interesse della città, noi ci saremo, diversamente diciamo chiaramente che Sel passerà all’opposizione e sosterrà solo quei provvedimenti coerenti con il programma di mandato per il quale siamo impegnati». Lo affermano in una nota il circolo di Sulmona e il gruppo consiliare di Sel, prendendo le distanze dalle ultime vicende politiche. «Abbiamo assistito finora a uno spettacolo indecoroso e per certi versi indecente, e speriamo solo che gli elettori si ricordino, quando si tornerà alle urne, di ciò che si è messo in atto in questi mesi da parte di coloro che concepiscono la politica come cosa propria, finalizzata solo ad interessi di parte nel tentativo di mettere sotto tutela l’azione politica e amministrativa della maggioranza. Noi diciamo basta a tutto questo. Troppi coloro che pensano di trovare accordi improbabili, nel Pd e fuori, per Sulmona stando all’Aquila o a Pescara. È chi oggi ha responsabilità politiche rilevanti a livello regionale dovrebbe in coerenza adoperarsi per il bene di Sulmona e non porre condizioni e condizionamenti al sindaco Ranalli. Oggi è il tempo della chiarezza e delle scelte, tra chi appunto manovra pensando solo al proprio tornaconto politico e chi si è accollato l’impegno trasparente e la responsabilità politica di voltare pagina nell’interesse di una città già ridotta allo stremo due anni e mezzo fa, per scelte fatte soprattutto nel decennio precedente. Una cosa è certa, noi di Sel sappiamo da che parte stare. E soprattutto resteremo in maggioranza solo se vi saranno condizioni politiche e programmatiche coerenti con i bisogni della nostra città che ha finora sofferto a causa di eccessiva litigiosità e personalismi della sua classe politica. Senza tali condizioni sarà bene per la città tornare al voto». (c.l.)

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