Servono 7 mesi per un’ecografia

Anziano costretto a ricorrere a una struttura privata. La Asl: le liste d’attesa sono una nostra priorità
SULMONA. Ha provato a prenotare un’ecografia il 14 novembre scorso e gli è stata assegnata per il primo giugno dell’anno prossimo. Sette mesi per un semplice esame all’addome a cui A.B., un anziano di Sulmona avrebbe dovuto sottoporsi per capire le ragioni di un dolore avvertito da giorni alla stomaco. Problema che potrebbe aggravarsi nei prossimi 215 giorni. A.B. avrebbe dovuto aspettare febbraio, invece, per sottoporsi all’esame a Pescina (il 16) o a Tagliacozzo (l’8). Così, l’anziano è stato costretto a rivolgersi a una struttura privata, dove l’esame gli è stato fissato a due giorni dalla prenotazione, contro i sette mesi di attesa all’ospedale di Sulmona.
Da sempre liste di attese e carenze di personale dettano i ritmi dell’Annunziata, facendo scendere il numero delle prestazioni annuali a vantaggio di studi e cliniche private. Secondo i dati forniti dal Tribunale per i diritti del malato per un ecodoppler si devono aspettare circa 5 mesi, più di sei per visite ed esami specialistici nei vari reparti, da Medicina a Ortopedia. Addirittura un anno per le terapie riabilitative, tempi che hanno spinto la Asl ad avvalersi delle strutture private (in città della clinica San Raffaele). Alla base resta sempre il fatto che l’ospedale sulmonese è da sempre alle prese con la carenza di organico, con 550 lavoratori tra personale medico, paramedico e amministrativo, 70 dei quali precari; il turn over bloccato da gennaio 2008 con 39 pensionamenti non rimpiazzati, di cui 10 medici e un dirigente amministrativo; 11 primari mancanti dal 2006 ad oggi. Con perdita di posti di lavoro soprattutto nei reparti di oncoematologia e pediatria, oltre che in laboratorio analisi, radiologia, medicina, cardiologia, chirurgia generale e ortopedia. Carenze che non fanno altro che allungare le liste di attesa: si deve aspettare un mese per una semplice analisi del sangue, almeno tre per gli esami specialistici. Un problema che peggiora in concomitanza ci i periodi festivi. A tutto ciò si devono aggiungere i ritardi dovuti ai guasti dei vari macchinari, come ad esempio la tac. Nei mesi scorsi la Asl ha attivato il servizio di recall, una telefonata di conferma della prenotazione a ridosso dell’esame, per smaltire le liste di attesa in caso di rinunce o rinvii delle prestazioni prenotate. Calcolando i tempi di attesa, il servizio serve soprattutto a fare da promemoria per chi ha prenotato mesi prima una visita e rischia di saltarla per una dimenticanza. Sono 600 le telefonate a settimana, 2mila e 400 al mese, per richiamare gli utenti, a ridosso del giorno fissato, recuperare le prenotazioni che vengono disertate e fare spazio ad altre persone.
«Ci siamo da subito attivati per affrontare il problema», interviene il manager Rinaldo Tordera, «e cercare di ridurre le liste di attesa, una delle priorità della nuova direzione generale». Secondo una valutazione di massima da parte dei dirigenti, l’iniziativa legata all’attivazione del recall dovrebbe abbreviare le attese in una misura compresa tra il 10% e il 20%, con un medesimo, contestuale recupero di posti da riassegnare ad altri utenti. Una percentuale che, applicata a tutte le prenotazioni che pervengono ogni giorno al Cup provinciale, si dovrebbe tradurre in un considerevole numero di caselle recuperate e in uno scorrimento continuo delle prenotazioni a favore degli utenti che restano fuori.
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