Sguardi persi e silenzi per l’addio a Federico: «Siamo tutti sconfitti»

La bara bianca, il lungo applauso e le note di Ramazzotti. Il parroco si rivolge ai giovani: «Vogliate bene a voi stessi»
BORGOROSE. Una piazza gremita, stretta nel silenzio. Volti segnati dalle lacrime, ragazzi abbracciati tra loro, famiglie immobili sotto un cielo pesante come il dolore che da giorni attraversa Borgorose. Ieri pomeriggio l’intero paese si è fermato per dare l’ultimo saluto a Federico Ponziani, il 17enne trovato senza vita sulle montagne del centro reatino dopo ore di ricerche e speranze spezzate. In piazza del Municipio non c’era spazio soltanto per il lutto. C’era una comunità intera che provava a cercare un senso, o almeno una direzione, davanti a una tragedia che ha colpito tutti. Giovani, adulti, insegnanti, compagni di scuola, amici della squadra, amministratori, famiglie. Un popolo silenzioso radunato attorno a una bara bianca diventata il centro di un dolore collettivo. Alla fine della cerimonia, mentre nell’aria risuonavano le note di una canzone di Eros Ramazzotti, decine di palloncini bianchi si sono alzati verso il cielo.
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