ungulati e agricoltura

«Sì alla caccia ai cervi» Così i sindaci invocano misure della Regione

Incidenti stradali e agricoltura in ginocchio tra Valle Peligna e Marsica. I sindaci chiedono alla Regione Abruzzo l'avvio immediato degli abbattimenti selettivi.
12 Aprile 2026

Salucci (Collelongo) e Presutti (Vittorito) rispolverano il contestato piano

«Gli animali distruggono le colture, va trovata una soluzione condivisa»

L’AQUILA

Cervi sempre più numerosi, sempre più vicini ai centri abitati, sempre più pericolosi. Nella Valle Peligna e nell’area marsicana l’allarme dei sindaci torna a farsi pressante: incidenti stradali anche due a settimana nei mesi più critici, uliveti devastati, campi razziati. A distanza di due anni, i primi cittadini rilanciano una richiesta precisa — e divisiva — alla Regione: avviare subito il prelievo selettivo per contenere una popolazione ormai fuori controllo. Un appello che riapre lo scontro con il mondo ambientalista e con chi si oppone agli abbattimenti, mentre sui territori cresce la preoccupazione per una convivenza sempre più difficile. «Distruggono le piante di ulivo, spezzano i rami, soprattutto nella parte bassa», racconta Carmine Presutti, sindaco di Vittorito, parlando a nome anche dei comuni di Bugnara e Introdacqua. «Gli agricoltori sono costretti ad alzare le potature per salvare le piante più giovani. In inverno i cervi scendono a valle perché trovano più nutrimento e si concentrano proprio nelle zone coltivate». Il fenomeno, spiega, non riguarda solo gli uliveti. «Sul Piano delle Cinque Miglia è un disastro: centinaia di capi mangiano erba medica e foraggi destinati agli animali. I pastori non riescono più a fare scorte sufficienti». Una pressione crescente che si traduce anche in un aumento degli incidenti. «La zona più colpita è tra Rocca Pia e Roccaraso: lì si concentra la maggior parte degli scontri con le auto».

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BASTA RINVIARE

Per Presutti la soluzione non può più essere rinviata: «Non dobbiamo aspettare che succeda quello che è accaduto con i cinghiali, intervenendo quando ormai i danni sono fuori controllo. Serve subito un minimo di abbattimento selettivo. La sovrappopolazione è evidente». Anche perché, sottolinea, la regolazione naturale non basta: «I lupi sono pochi e si concentrano su altre prede. I cervi continuano ad aumentare». Un riferimento, neanche troppo velato, anche al ruolo degli enti e alle divisioni sul tema: «I censimenti e i piani esistono, l’Istituto superiore stabilisce i numeri. Ma se c’è chi continua a opporsi a ogni intervento, diventa difficile andare avanti». Dalla Marsica, il sindaco di Collelongo Rosanna Salucci descrive uno scenario analogo. «Ormai i cervi sono stabilmente a valle. Si vedono anche in periferia, senza nemmeno uscire dal paese. Ci sono branchi anche di venti esemplari». Una presenza costante che nei mesi invernali diventa emergenza: «Tra novembre e gennaio abbiamo avuto incidenti praticamente ogni settimana. Per fortuna senza conseguenze gravi per le persone, ma con auto distrutte». Il problema, spiega, è legato agli spostamenti degli animali in cerca di cibo e acqua: «Attraversano le strade provinciali per passare da una valle all’altra e lì avvengono gli incidenti». Tra le possibili soluzioni si è discusso anche di corridoi faunistici: «Percorsi studiati per indirizzare gli attraversamenti in punti più sicuri. Ma sono interventi lunghi, che richiedono progettazione e troppo risorse».

EMERGENZA CRONICA

Nel frattempo, però, l’emergenza resta. «I numeri sono in crescita: rispetto al 2021 si parla di un aumento del 50% tra danni e incidenti», osserva Salucci. «Per questo anche l’abbattimento selettivo è tornato sul tavolo. Se ne è parlato e può essere una soluzione, ma va sostenuta meglio rispetto al passato». Un’ammissione, la sua, anche rispetto a quanto accaduto due anni fa: «Quando la Regione aveva provato ad andare avanti, non siamo riusciti a fare squadra. Abbiamo lasciato spazio solo alle posizioni contrarie». Oggi, però, il quadro è cambiato: «Si può e si deve riprovare. Finora è andata bene perché non ci sono stati incidenti mortali, ma i danni sono enormi e non sempre vengono rimborsati». E mentre si discute di limiti di velocità, segnaletica e prevenzione, i sindaci tornano a chiedere un intervento strutturale. Perché, avvertono, senza misure immediate il rischio è che quella dei cervi diventi un’emergenza cronica, sempre più difficile da gestire.

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