Vertenza 3G, Scoccia sostiene il presidio: "La sede deve restare a Sulmona"

10 Aprile 2026

L’intervento della vice presidente del consiglio regionale d’Abruzzo: "I 162 lavoratori non sono semplici numeri"

SULMONA. La vicepresidente del consiglio regionale d'Abruzzo, Marianna Scoccia, è intervenuta questa mattina al presidio dei lavoratori della commessa Enel in via San Polo a Sulmona, manifestando pieno sostegno alla mobilitazione indetta dai sindacati contro il trasferimento della sede lavorativa del call center 3G da Sulmona a Pescara. "Sono qui per esprimere la mia vicinanza a tutti voi e ribadire che non siete soli in questa battaglia - ha dichiarato rivolgendosi ai 162 dipendenti della 3G -. Siamo consapevoli della grande preoccupazione che regna tra le famiglie, specialmente in un periodo così complesso per l'economia della Valle Peligna, ma posso garantirvi che le istituzioni stanno seguendo la vicenda passo dopo passo".

La posizione della Regione Abruzzo, emersa durante i numerosi tavoli tecnici già svolti con l'assessore regionale Tiziana Magnacca, il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, e i vertici aziendali, "resta ferma - recita la nota di Scoccia - e senza margini di trattativa sulla localizzazione". Nel suo intervento, Scoccia ha ribadito i punti fermi della trattativa con l'azienda: permanenza territoriale, rispetto della clausola sociale e valore umano dell'occupazione. La sede non deve essere spostata a Pescara, ha detto, e la permanenza a Sulmona deve essere condizione imprescindibile.

È stato chiesto all'azienda subentrante (Accenture) il rispetto integrale delle garanzie occupazionali e contrattuali per tutto il personale. "I 162 lavoratori non rappresentano semplici numeri o costi in un bilancio, ma il cuore pulsante di un territorio che non può permettersi ulteriori emorragie occupazionali. Le interlocuzioni sono ancora aperte e la prossima settimana sono già fissati nuovi incontri istituzionali - aggiunge Scoccia -. In quella sede continueremo a portare avanti le nostre istanze con forza e determinazione. L'azienda deve ascoltarci: la forza della nostra posizione risiede nell'unità d'intenti tra istituzioni, sindacati e lavoratori".

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