Si andrà all’Aquila anche per i tesserini di raccolta funghi

21 Ottobre 2016

Uffici chiusi nella Marsica e proteste. La Provincia si difende: «C’è rimasto soltanto un impiegato, colpa della Regione»

AVEZZANO. Trasferito all’Aquila anche l’ufficio che rilascia i tesserini per la raccolta dei funghi: almeno mille e 500 cittadini saranno costretti a raggiungere il capoluogo per il rinnovo. Oltre alla caccia e alla pesca, anche chi ama inoltrarsi nei boschi per cercare ovoli e porcini sarà costretto a intraprendere un viaggio verso L’Aquila per l’iter burocratico richiesto. La Provincia, infatti, ha spostato da Avezzano agli uffici del capoluogo tutto il settore. «Nella Marsica ci sono mille e 500 persone che hanno il tesserino per raccogliere i funghi», ha spiegato Paolo Guadagni, presidente del Gema-sezione Avezzano, «e presto termineranno i corsi altri trenta cittadini che dovranno ritirarlo. Non si può togliere un servizio così importante in una zona come la Marsica dove ci sono moltissimi raccoglitori di funghi». Ai mille cacciatori e ai 300 pescatori si aggiungono quindi anche i cittadini che amano cercare i funghi.

Critiche a non finire sono arrivate alla Provincia per questa decisione. Per il presidente dall’ente, Antonio De Crescentiis, si tratta di un atto dovuto. «Comprendiamo i disagi per i cacciatori e i pescatori della Marsica, ma la sospensione del servizio ad Avezzano per il rinnovo dei tesserini e la richiesta delle licenze non dipende dalla volontà della Provincia bensì dalla mancata attuazione del trasferimento delle relative funzioni da parte della Regione Abruzzo. Il servizio caccia e pesca è una delle funzioni che deve essere trasferita dalle Province alla Regione. Per il trasferimento delle funzioni è necessario, da parte della Regione, il recepimento degli accordi sottoscritti attraverso una  delibera di giunta regionale che l’Ente tarda ad approvare».

Come previsto dalla riforma Delrio, intanto, quattro dipendenti della Provincia dell’Aquila, impiegati nel settore caccia e pesca, dal primo settembre sono stati trasferiti ad altre amministrazioni pubbliche e il settore è rimasto con un solo dipendente. «Nonostante la difficile situazione organizzativa e finanziaria legata al trasferimento delle funzioni già gestite dalla Provincia», conclude De Crescentiis, «questa amministrazione ha intrapreso una profonda azione di razionalizzazione delle risorse umane, economiche e strumentali, continuando a garantire i servizi».

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