Sisma 6 Aprile, il commento di Parisse: «La fiaccolata? Servono silenzio e rispetto»

L’Aquila, si è acceso il dibattito sulla scelta di cambiare le modalità di commemorazione dell’anniversario. Ecco il commento di Giustino Parisse
In città si è aperta una sorta di mini dibattito sulla opportunità o meno di continuare a fare la fiaccolata in memoria delle vittime del sisma del 2009 nella serata del 5 aprile (che quest’anno è il giorno di Pasqua). Io penso che il problema non sia la fiaccolata ma la capacità della città (o di gran parte di essa) di voler continuare a fare memoria di un evento tragico che comunque resterà nella storia del capoluogo di Regione. Lo dico con amarezza e chiarezza. Sono anni ormai che c’è una sorta di fastidio generalizzato quando si parla “ancora” delle 309 vittime e del dolore dei familiari. Le ferite sanguinano nel cuore di chi 17 anni fa ha vissuto l’incubo peggiore che possa capitare a una persona. Ma il dolore, come ho sempre detto, non si può condividere o cederne un pezzo a qualcun altro (che nemmeno lo vorrebbe peraltro). Ogni volta che si fanno delle discussioni o addirittura si sollevano polemiche su quelle lacrime intrise di polvere si assesta un colpo “vigliacco” a persone sopravvissute all’indicibile. Basta polemiche, basta parole. Chi vuole dimenticare lo faccia (se non lo ha già fatto) ma non tiri in ballo chi non c’è più o un dolore che non lo riguarda. Lo dico anche a Guido Bertolaso che ieri ha parlato della sua presunta e personale “tragedia” giudiziaria “aquilana” solo per fare un po’ di propaganda politica. Te lo potevi risparmiare “caro” Guido. In un mondo sconquassato dalle guerre e da nessun rispetto per la vita degli altri c’è un solo antidoto. Il silenzio. Il 6 aprile di ogni anno dovrebbe essere per gli aquilani momento di riflessione e raccoglimento (in preghiera per chi crede). Non trasformiamolo in una becera rissa verbale. Almeno per un giorno che ci sia un po’ di rispetto. Proviamoci. Non costa molto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

