Sottoservizi, le accuse dei grillini

25 Marzo 2017

Corti e Perrotti: le pareti degli scavi non protette dalle paratie, così si mina la stabilità degli edifici

L’AQUILA. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto chiarezza sulle modalità di esecuzione dei lavori relativi all’appalto dei sottoservizi e ha annunciato la presentazione di interrogazioni ed esposti «per verificare l’eventuale elusione di interventi previsti nel progetto esecutivo».

«Occorre aprire una seria riflessione su quest’opera appaltata dalla Gran Sasso Acqua con un ribasso del 41%», ha esordito l’architetto Antonio Perrotti, in una conferenza stampa. «I lavori sono iniziati in forte ritardo ed ora si sta procedendo in gran fretta, probabilmente solo per motivi elettorali, mettendo a repentaglio la stabilità di edifici già ristrutturati».

«Non vogliamo entrare nel merito dei contenziosi in corso, dei presunti danni arrecati a due aggregati lungo corso Vittorio Emanuele», ha aggiunto l’avvocato Fausto Corti. «A noi preme sollevare alcuni dubbi sulle modalità d’esecuzione del primo stralcio dei lavori che, tra l’altro, sta tenendo in ostaggio la città. Il progetto esecutivo prevede, secondo quanto dichiarato anche dal coordinatore della Scarl, Gianni Frattale, l’utilizzo di paratie per l’armatura degli scavi. E, laddove maggiori sono le criticità, viene indicato il ricorso a casseri blindati per proteggere al meglio gli edifici. Invece, ciò non sta accadendo. Gli scavi vengono fatti senza alcuna protezione e alcuni proprio a filo degli edifici, come nel caso della Torre Civica di palazzo Margherita che ora avrà bisogno di un più corposo intervento strutturale. In una città che punta sulla sicurezza, e che per questo sta spendendo miliardi nella ricostruzione, è inaccettabile che i lavori vengano fatti senza il rispetto delle misure previste. È un problema di efficacia e di idoneità dei lavori. Una situazione nota a tutti – anche al vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, perché proprietario di una abitazione in uno degli aggregati oggetto di un contenzioso – ma nessuno parla».

«La nostra», ha detto la senatrice Enza Blundo, «è una battaglia di trasparenza e contro l’omertà. Non ci interessa la polemica politica ma sollevare un problema oggettivo che va affrontato con serietà». (m.m.)

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