Speculazioni nel Fucino: crolla il prezzo delle patate

La crisi del coronavirus si fa sentire: tremano gli agricoltori non associati «C’è poca richiesta sul mercato, sono gli effetti legati al turismo e alla ristorazione»
CELANO. Crolla il prezzo d’acquisto delle patate. Le aziende più piccole e non associate stanno avendo qualche difficoltà a immettere il prodotto sul mercato. Il problema, come capita ormai da anni, è il prezzo. Gli agricoltori che hanno deciso di non associarsi sono infatti soggetti all’oscillazione dei prezzi che quest’anno è sceso fino a 10 centesimi al chilo, circa la metà dello scorso anno. A imporre il prezzo sono i grossisti che acquistano le patate per poi rivenderle nei mercati e in periodi difficili come questo, con quintali di ortaggi lasciati nei campi, cercano di puntare al ribasso. «Oggi il costo delle patate è irrisorio», precisa Michele Villa, «ci pagano un prezzo inadeguato rispetto a quello che spendiamo e la nostra paura è che dopo Ferragosto possa addirittura scendere ancora. Il mercato è fermo, c’è poca richiesta e le patate precoci vanno raccolte e sistemate in celle frigo che pochi hanno». La bilancia dei prezzi da anni condiziona il Fucino e i suoi prodotti. Già in passato, infatti, i contadini furono costretti ad arrendersi a un calo vertiginoso del costo delle patate che a mala pena riuscì a coprire le spese della produzione. «Anche quest’anno ci troviamo nella stessa situazione di anni fa», evidenzia Dino Iacutone, ex presidente del Consorzio di bonifica, «la richiesta è scarsa, il turismo e il mondo della ristorazione stanno risentendo molto dell’emergenza coronavirus e i vari commercianti che comprano dagli agricoltori impongono un prezzo che cercano di abbassare il più possibile». Diversa invece la situazione che si presenta per le aziende associate che hanno scelto di far parte del Consorzio di tutela Igp patata del Fucino. Proprio nei giorni scorsi l’assemblea dei soci ha stabilito il prezzo del tubero certificato a 25 centesimi al chilo e le confezioni da un chilo e mezzo a 0,75 euro al chilo, confezione da 2 chili e mezzo 0,70 euro al chilo e sacchi da 5 chili a 0,70 euro al chilo. «Chi si trova nel libero mercato è purtroppo soggetto all’andamento dei prezzi», afferma il direttore del Consorzio, Mario Nucci, «quest’anno c’è stata una produzione maggiore per ettaro ma nonostante l’esigenza di togliere i prodotti dal terreno molti contadini stanno facendo fatica. Tante aziende del Fucino hanno scelto di associarsi proprio per tutelare se stessi e i loro ortaggi e non andare incontro a problemi di questo tipo».
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