Stangata sul Comune Pagherà un milione dopo 30 anni di cause

17 Marzo 2015

Contenzioso sull’ex Gielle, la Corte d’appello boccia il ricorso Si dovranno sborsare anche trentamila euro di spese legali

AVEZZANO. La Corte d’appello dell’Aquila boccia il ricorso del Comune di Avezzano contro la ex Gielle e conferma il pagamento di circa un milione di euro a favore dell’ex industria di mobili.

Il presidente della sezione civile,Silvia Rita Fabrizio, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’amministrazione e, oltre a confermare il pagamento dell’ingente somma, ha condannato il Comune anche al pagamento delle spese legali, per un totale di circa 30mila euro.

Il contenzioso legale tra l’ex Gielle e il Comune di Avezzano va avanti da circa 30 anni. Sono stati 18 i giudizi affrontati dall’amministrazione comunale, tutti con esito favorevole all’ex industria di via Nuova. I fatti risalgono al 1986, quando l’allora Ente Fucino, con rogito notarile, cedette al Comune di Avezzano alcuni beni (capannoni e terreni circostanti in via Nuova) in uso alla Gielle, con l’impegno di riconoscere alla società migliorie per 950 milioni di lire. Un contratto pubblico fra tre parti, che secondo quanto poi emerso, non fu onorato dal Comune. L’Ente riteneva che nulla fosse dovuto alla Gielle, tanto che riuscì a ottenere l’occupazione dell’industria con un decreto d’urgenza del tribunale, successivamente revocato. Nel contenzioso furono due le cause principali. Una iniziata dal Comune, che mirava a far dichiarare la nullità del contratto, l’altra, promossa dalla Gielle, che chiedeva un risarcimento del danno per l’indebita occupazione degli immobili da parte del Comune. Dopo 27 anni, il tribunale di Avezzano, con una sentenza passata in giudicato, ha dichiarato valido il contratto e con un’altra sentenza, ha condannato il Comune a risarcire all’ex Gielle, danni quantificati in circa un milione di euro, che sono stati pignorati dalla società alla tesoreria comunale. Anche la Corte di appello ha confermato la sentenza di primo grado suscitando un vespaio di polemiche da parte del sindaco Gianni Di Pangrazio e del suo vice Ferdinando Boccia che ritenevano sorprendente la decisione della Corte perché «viziata da un clamoroso errore di lettura dei documenti prodotti». Da qui la decisione di impugnarla «per revocazione».

L’impugnazione, affidata agli avvocati Stefano D’Andrea e Giampiero Nicoli, è stata però dichiarata inammissibile in Appello e il Comune è stato condannato anche al pagamento di cospicue spese legali in favore della ex Gielle, difesa in giudizio dagli avvocati Alessandro Giffi e Bruno Capponi.

Magda Tirabassi

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