Stop ai nuovi impianti

6 Dicembre 2016

Il piano dell’area protetta è stato bloccato dal Ministero

L’AQUILA. A pesare sul progetto di sviluppo del Gran Sasso è l’approvazione del Piano del Parco, pubblicato ad agosto dall’ente dopo decenni di attesa, ma sospeso dal ministero dell’Ambiente con un pacchetto di osservazioni.

Per la Regione, il Parco e i Comuni dell’Aquila e di Pietracamela il cammino non si ferma e il cosiddetto Piano d’area, cioè il programma di potenziamento degli impianti sciistici, con collegamenti e nuove cabinovie a Campo Imperatore e altre infrastrutture a Prati di Tivo, andrà avanti lo stesso.

Tanto più che la questione col ministero dovrebbe risolversi entro la fine dell’anno. La pensano diversamente i sostenitori della petizione popolare, secondo i quali occorre invece prendere decisioni definitive «per non essere ingessati»: fuori dall’area protetta le zone antropizzate, come già fatto da altre sette regioni italiane, compreso l’Abruzzo, e poi ridisegnare i confini del Parco, il cui tracciato non sarebbe più adeguato ai tempi e tra l’altro non fissato su precisi riferimenti cartografici, come strade, fiumi o vallate ben definite.

Basti pensare che dopo il sisma alcuni agglomerati del progetto Case sono stati edificati a 100 metri dall’area protetta e che addirittura sul monte Stabiata c’è un poligono militare che ricade all’interno del Parco. Intanto, i Comuni che fanno parte dei 150mila ettari di territorio vincolato sono in procinto di firmare l’accordo con l’ente Parco.

Ieri c’è stato un tavolo con la partecipazione del Comune dell’Aquila e dei Comuni dell’Alta Valle dell’Aterno: «L’intesa sul piano con il presidente del Parco Gran Sasso Laga, Tommaso Navarra, va siglata entro Natale» ha affermato il sindaco Massimo Cialente «e a giorni come sindaco del Comune capoluogo porterò la delibera in giunta e consiglio comunale. Fatto l’accordo, siamo pronti ad andare avanti, si sta lavorando per ottenere il Piano d’area del Gran Sasso, così come si sta lavorando, con Invitalia, per la privatizzazione del Centro turistico del Gran Sasso.

Questa operazione è stata rallentata in seguito al cambiamento del codice degli appalti, dobbiamo capire se seguire la strada del project-financing o altro». Gli interventi di rilancio previsti sul Gran Sasso col piano industriale redatto da Invitalia indicano investimenti per 52 milioni di euro, di cui 40 pubblici. Sulla questione delle 5000 firme che venerdì saranno consegnate in Comune, il sindaco vuole approfondire: «Devo capire bene come funziona la procedura e quale ruolo può avere l’amministrazione». Sempre in tema Gran Sasso, saranno i Comuni dell’Aquila e di Castel del Monte a gestire, durante il periodo invernale, la strada regionale 17bis che conduce a Campo Imperatore. È la decisione assunta ieri, nel corso dell’incontro che il presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, ha avuto in Regione con il vicepresidente Giovanni Lolli, il sindaco Massimo Cialente, l’assessore Maurizio Capri e il sindaco di Castel del Monte, Luciano Mucciante.

Secondo l’ accordo, che sarà formalizzato attraverso l’approvazione di un’apposita convenzione, i Comuni dell’Aquila e di Castel del Monte si occuperanno della pulizia della strada con mezzi propri, per rendere accessibili le zone d’alta quota, oltre che dell’apertura e della chiusura al traffico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA