Stroncato a 92 anni dal coronavirus

22 Aprile 2020

Deceduto Claudio Di Buccio, ex dipendente comunale. La morte ieri all’ospedale dell’Aquila dove era stato trasferito

SULMONA. È morto nel reparto del San Salvatore dell’Aquila dove era stato ricoverato all’inizio del mese dopo essere rimasto contagiato dal coronavirus. Si tratta di Claudio Di Buccio, di Sulmona, 92 anni già dipendente comunale. Una fine repentina che ieri sera ha sconvolto i familiari, tra i quali il fratello Adriano, ex ispettore di Polizia, da qualche anno in pensione. Il 25 febbraio scorso l’anziano era stato colpito da ictus e ricoverato ad Avezzano. Migliorate le sue condizioni, riprendendosi dall’ictus, il 18 di marzo aveva iniziato il periodo di riabilitazione in una clinica privata. Ma dal 5 aprile le sue condizioni si sono aggravate, ed è stato trasferito nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, nel reparto Medicina covid. Ieri il suo cuore si è fermato per sempre. «Un uomo sempre buono, garbato, un fratello riservato ma sempre attento a tutti e con tutti affettuoso» così lo ricorda l’ispettore Adriano, ex responsabile della squadra anticrimine del commissariato. Oggi, alle 12, la salma sarà benedetta in una breve cerimonia nel cimitero di Sulmona. E’ la terza vittima di covid 19 in Valle Peligna.
Nel frattempo da ieri sono partiti i tamponi a domicilio per trenta pazienti residenti a Sulmona e nel circondario risultati positivi al coronavirus e attualmente in quarantena nelle proprie abitazioni. Da giorni aspettavano i controlli preoccupati della verifica del loro stato di salute. Al loro fianco si è schierato il Tribunale della Salute che aveva sollecitato la direzione generale della Asl a risolvere il problema lamentato soltanto nel distretto sanitario sulmonese, in quanto a L’Aquila e ad Avezzano, già da tempo i tamponi vengono somministrati regolarmente a domicilio. Intanto i sindaci del Centro Abruzzo hanno fatto quadrato intorno al sindaco di Sulmona ribadendo la necessità che i pazienti usciti dal contagio possano essere accolti in strutture del territorio per trascorrere il periodo di quarantena verso la guarigione. In una nota congiunta inviata ai vertici della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, i 19 sindaci protestano per il mancato accordo per l’utilizzo di “Villa Gioia” come struttura nel territorio, individuata dalla Protezione civile regionale per ricoverare i pazienti covid-19 locali, dimessi dagli ospedali della provincia. I sindaci hanno chiesto, inoltre, la necessità di consolidare i servizi territoriali, sotto il profilo organizzativo e della disponibilità delle risorse umane, per migliorare la diagnosi e il monitoraggio dei pazienti positivi covid in quarantena domiciliare o in sorveglianza attiva, viste le carenze riscontrate fino ad ora.
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